di Gennaro Del Giudice

rilievi scientifica
Il 22enne è stato incastrato da una macchia di sangue (da: Cremaonline.it)

POZZUOLI – Il complice fu incastrato dalle impronte digitali, lui da una macchia di sangue lasciata sull’auto che insieme avevano rapinato dopo aver minacciato con una pistola il proprietario. Si è chiuso così il cerchio intorno alla rapina di una “Lancia Ypsilon” messa a segno il 5 giugno del 2013 a Licola Mare. Dopo il 26enne puteolano Marco Izzo, già noto alle forze dell’ordine, anche il secondo rapinatore è finito in manette: si tratta di Domenico Alleonato, 22 anni, incensurato e residente anch’egli a Pozzuoli. Il giovane è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Varcaturo in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 27 marzo scorso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli per rapina aggravata in concorso.

 

IMPRONTE E MACCHIE – Le indagini svolte dai militari dell’Arma, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno accertato che il giovane il 5 giugno del 2013 nella zona di Licola Mare appartenente al comune di Giugliano in Campania, insieme al complice Marco Izzo, con il volto travisato da passamontagna e armato di pistola aveva avvicinato un automobilista facendosi consegnare l’auto che, munita di antifurto satellitare, avevano poi abbandonato poco dopo. E proprio dalle tracce lasciate sull’auto rubata che i carabinieri sono riusciti a risalire alle loro identità e ad arrestarli. Il primo a finire in manette fu Marco Izzo, incastrato da alcune impronte digitali rinvenute dagli uomini della Scientifica sulla vettura. L’uomo, che qualche mese prima fu inseguito e fermato dai carabinieri mentre era alla guida di un’auto rubata, fu arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere il 20 settembre del 2014 sempre dai militari della stazione di Varcaturo. E dopo 8 mesi è toccato a Domenico Alleonato, incastrato da una traccia ematica. Dopo l’arresto l’uomo è stato condotto nel carcere di Poggioreale.