di Alessandro Napolitano

La sede dell'ex tribunale di via Celle
La sede dell’ex tribunale di via Celle

POZZUOLI – Più che un normale procedimento amministrativo sembra una questione di principio. Da una parte il Comune, che pretende il pagamento di una multa; dall’altra un cittadino che vi si oppone. Tutto normale, fino a qui. Ma il paradosso lo si scopre spulciando tra le carte di via Tito Livio. La multa da pagare è di poco più di 50 euro, ma per ottenere i soldi il Comune è disposto a sborsarne quasi 2300. Tutto lecito, sia chiaro. Ma senza dubbio è una vicenda assurda,e magari nemmeno l’unica nel suo genere.

MULTA CONTESTATA – Tutto nasce la mattina del 15 giugno del 2010. Un avvocato puteolano si reca all’ex sede del tribunale di via Celle. E’ in sella al suo scooter e una volta giunto a destinazione decide di parcheggiare il mezzo a due ruote su un marciapiede. Un agente della municipale gli eleva contravvenzione, ma l’avvocato non ci sta.

IN APPELLO – Cerca di far valere le sue ragioni davanti al Giudice di Pace, opponendosi alla contravvenzione che, come detto, è di poco più di 50 euro. Secondo il centauro l’area all’interno della quale era stato parcheggiato lo scooter sarebbe privata, delimitata anche da alcuni paletti. Il giudice però gli dà torto e stabilisce che quella contravvenzione va pagata al Comune. L’avvocato non ci sta di nuovo e decide così di fare ricorso in appello contro la decisione del Giudice di Pace.

IL PARADOSSO – A questo punto al Comune non resta che “attrezzarsi”, affidando l’incarico di difendere l’ente locale ad un avvocato, professionista accreditato per il patrocinio di via Tito Livio. E la somma che dovrà versare al legale è appunto di 1800 euro più iva, dunque pari a 2.283,84. Tutto per riscuotere una multa di cinque anni fa di poco più di 50 euro.