di Alessandro Napolitano

guardieecozoofile
Guardie zoofile in azione

POZZUOLI – Saranno 115 le guardie zoofile che opereranno nell’ambito del randagismo, gestendo adozioni e riammissioni sul territorio degli animali “senza padrone”. La giunta comunale ha infatti approvato la proposta riguardante il rapporto di collaborazione tra il Comune e i volontari. Che nei mesi scorsi hanno sostenuto un apposito corso grazie alla sezione provinciale di Napoli dell’Associazione Nazionale Protezione Animali Organizzazione – Europea Protezione Animali-Ambiente, svoltosi all’istituto Vilfredo Pareto di Arco Felice. Terminato il corso ora i volontari, dopo l’approvazione del documento in giunta, sono pronti a svolgere, a titolo gratuito, il loro servizio per garantire una migliore protezione degli animali, salvaguardia della natura, dell’ambiente, del patrimonio zootecnico, ambientale, artistico, archeologico e dell’arredo urbano della città.

COMBATTERE IL RANDAGISMO – Ma sarà soprattutto nell’ambito del randagismo che le 115 guardie svolgeranno il loro compito. Così come spiega la stessa associazione “Anpana – Opea” attraverso una nota inviata al responsabile del Verde Pubblico del Comune, il quale sottolinea: «Non è mai stato costituito un vero e proprio ufficio, con personale dedicato esclusivamente allo svolgimento di tutte quelle operazioni necessarie per il contenimento del fenomeno e, di conseguenza, della spesa occorrente annualmente per il mantenimento di cani. Tuttavia il solo fatto che due strutture comunali (vigili e giardini) si occupino di fasi, seppur distinte, dell’attività, genera confusione, disorientamento, inconsapevolezza ma soprattutto la mancata assunzione di responsabilità rispetto anche alla copertura finanziaria dell’ente – aggiungendo – i volontari dell’Associazione proponente l’istituzione del servizio di guardie zoofile, operatori cui la legge attribuisce compiti di controllo specifico nell’ambito del fenomeno del randagismo, possano sopperire, seppure in parte, alla carenza di controllo qualora si realizzassero forme di collaborazione. Non trascurabile, inoltre, è l’organizzazione di manifestazioni con le associazioni protezionistiche al fine di promuovere l’adozione dei cani ricoverati nelle strutture convenzionate». Infine, altro dato importante, è quello riguardante la previsione circa il dimezzamento della spesa da parte del Comune: «Avere la possibilità di svolgere i compiti porterebbe al dimezzamento delle presenze di cani in canile con la conseguente riduzione della spesa pari al 50 per cento di quella attuale, che si ricorda ascende all’incirca a 120mila euro annui».