spikePOZZUOLI – E’ entrato nel vivo il processo per la morte di Spike, il cane massacrato e poi deceduto dopo due giorni di agonia. In aula, anche oggi, non c’era il presunto aguzzino, un 24enne residente nel rione Toiano. Sono stati invece ascoltati un teste, carabiniere della compagnia di Pozzuoli e il proprietario del cane.

ANIMALISTI IN AULA: “GIUSTIZIA!” – Nutrito, come sempre, il pubblico. Molti dei presenti  hanno indossato magliette con la scritta “Giustizia per Spike”. La prossima udienza si svolgerà il 30 giugno. A chiedere una pena esemplare in caso di condanna dell’imputato, sono stati i Verdi. «Oggi è una giornata importante per chi ha a cuore gli animali perché è cominciato il processo contro una persona che ha dimostrato di essere insensibile e incapace di provare sentimenti di umana pietà nei confronti di un cane – ha dichiarato Francesco Borrelli, consigliere regionale del partito ambientalista – colpevole solo di aver risposto agli istinti che lo portavano a insidiare una cagnolina, motivo per cui è stato incendiato vivo e condannato a morire tra atroci sofferenze».  Parole condivise anche dal consigliere comunale di Pozzuoli, Paolo Tozzi.

LA PROPOSTA – «Siamo contenti che l’amministrazione comunale, anche su nostra indicazione, abbia deciso di costituirsi parte civile – hanno aggiunto Tozzi e Borrelli – facendo un gesto che diventerà prassi in casi del genere quando finalmente la Regione avrà un Garante degli animali» . Il consigliere regionale ha inoltre sottolineato «l’impegno nel recuperare una legge abbandonata nei cassetti e riproporla, con le necessarie modifiche, per renderla operativa ed efficace. Mi auguro che ora la legge sia discussa al più presto nelle Commissioni competenti e poi approvata dal Consiglio regionale perché abbiamo bisogno di un Garante regionale degli animali che non inciderà sul bilancio regionale»