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Ai domiciliari Giovanni Canale

di Alessandro Napolitano

POZZUOLI – Avrebbe imposto il pizzo al gestore di una sala giochi per ben 25 anni, il tutto grazie alla forza intimidatrice dovuta alla sua appartenenza al clan Longobardi-Beneduce. Per Giovanni Canale, 64 anni, è arrivata un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmata dal giudice distrettuale per le indagini e l’udienza preliminare di Napoli, emessa su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. L’accusa nei suoi confronti è di estorsione aggravata da finalità mafiose.

DALLE LIRE AGLI EURO – Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, l’uomo – tra l’altro costretto al regime di sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno – avrebbe costretto il titolare della sala giochi a versare ogni mese dapprima 500mila lire e poi 500 euro, nonostante dovesse già pagare il canone di locazione del suo locale all’Istituto autonomo per le case popolari. Un’estorsione iniziata nel lontano 1990 e durata fino ai giorni nostri, quella ipotizzata dall’Antimafia di Napoli. Canale sarà costretto a rimanere chiuso nella sua abitazione di via Oberdan.