Marianna_Fabozzi

POZZUOLI – Un encomio o addirittura un avanzamento di grado. E’ quanto chiede il Cosp, Coordinamento sindacale penitenziario, a favore delle agenti intervenute a difesa di Marianna Fabozzi. La donna, moglie di Raimondo Caputo – accusato dell’omicidio della piccola Fortuna nel Parco Verde di Caivano – e madre di Antonio, morto in circostanze ancora oscure, era stata aggredita da alcune detenute una volta entrata nel carcere di Pozzuoli. Secondo la sigla sindacale, il gesto compiuto dalle agenti, merita la massima attenzione.

GESTO EROICO – La richiesta di encomio è stata indirizzata al capo del Dipartimento della polizia penitenziaria e a tutti gli altri organi di controllo e gestione collegati. Secondo il Cosp, le quattro agenti intervenute hanno compiuto un vero e proprio gesto eroico multiplo, mettendo «da subito e nell’immediatezza dell’evento critico in sicurezza dal tentativo ignobile e vigliacco di alcune ristrette contro la reclusa, un intervento con sprezzo del pericolo e di elevata professionalità e capacità nell’adempimento del proprio dovere che certamente nonostante il tentativo dell’attacco fisico delle ristrette,le poliziotte hanno evitato, alla reclusa vittima dell’agguato, ulteriori peggiori conseguenze. Diverse,tra le quattro, sono state le unità presenti della Polizia Penitenziaria Femminile che sia prima che dopo, sono ricorse a cure mediche sanitarie per le contusioni e le escoriazioni riportate sulla propria pelle nella difesa della detenuta a loro in consegna. In queste occasioni, dimostrare coraggio, sprezzo del pericolo, sentimento di elevata professionalità e attaccamento al dovere esige una contro risposta dalla propria Amministrazione se non quella della valutazione dell’encomio solenne se non addirittura, ci si permette all’uopo di proporre al Capo Dipartimento, l’avvio della procedura per tutte e quattro le unità di avanzamento al grado superiore per meriti eccezionali».

TENTATIVO DI SUICIDIO – Il Cosp ha poi voluto inviare un plauso a tutto il personale della penitenziaria in servizio al carcere di via Pergolesi. Ricordando anche un altro gesto importante, il salvataggio di una detenuta che stava per impiccarsi.