POZZUOLI – Nuova stesa di camorra a Monterusciello dove, nella serata di giovedì, sicari armati hanno sparato tre colpi di pistola in via Viviani, all’ingresso delle palazzine del lotto 12, davanti al civico numero 7. Sul posto, allertati dal 112, sono intervenuti i carabinieri della sezione operativa di Pozzuoli che hanno trovato sull’asfalto tre bossoli calibro 9. La stesa è avvenuta nei pressi dell’abitazione di Fabrizio Compagnone, 36 anni, arrestato due anni fa nei “600 alloggi” per detenzione di sostanze stupefacenti insieme a Marco Gelminno, braccio destro di Carlo Avallone, il boss “fantasma”. Fabrizio è il figlio di Luciano Compagnone, storico affiliato al clan Longobardi-Beneduce finito in manette nel 2010 insieme ad altre 83 persone durante la maxi operazione “Penelope” e condannato in appello a 13 anni di carcere.

LE STESE – Sullo sfondo del raid, ancora una volta, c’è il traffico di droga e il controllo delle piazze di spaccio nei quartieri di Monterusciello, Licola e Toiano e l’episodio di giovedì sera è da ricondurre proprio agli scontri che sono in corso tra i nuovi gruppi criminali nati dopo la fine dei clan Longobardi, Beneduce e Ferro. Appena tre settimane fa quattordici colpi di pistola, sempre di calibro 9, furono sparati in via Reginelle davanti all’abitazione di Pasquale Dello Iacolo e Teresa Pollice: in quell’occasione i due erano in carcere e non si esclude che i destinatari dell’atto intimidatorio fossero i figli, già noti alle forze dell’ordine.