POZZUOLI – Le grida rompono la quiete ed il silenzio di una domenica sera di lockdown Sono da poco passate le 22:30 in via Sergio Orata al Rione Toiano di Pozzuoli, quando 7 persone armate, vestite di nero ed a viso coperto irrompono in casa di N.F., pensionato. Lo immobilizzano con corde e fascette percuotendolo ripetutamente allo scopo di indurlo a confessare il posto dove tiene il denaro. N.F., 69enne, vedovo che vive solo in casa prendendosi cura del figlio invalido. “Dacci i soldi sennò uccidiamo tuo figlio” queste le minacce e le urla che hanno richiamato l’attenzione del vicinato e fatto scattare l’sos ai carabinieri della sezione radiomobile di Pozzuoli che sono immediatamente intervenuti sul posto.

LA CACCIA ALL’UOMO – I militari, analizzata la situazione, hanno prontamente circondato l’abitazione situata a pianterreno. A quel punto i rapinatori, nell’intento di scappare sul retro, hanno aperto la grata in ferro e si sono trovati di fronte una seconda pattuglia appostata. Preso un bottino di 170 euro, i malviventi sono usciti dall’ingresso principale dividendosi in due gruppi e costringendo i carabinieri a fare altrettanto. Tre sono scappati in direzione via Marco Aurelio ed altri quattro in direzione opposta, in via Marcio Filippo. Durante l’inseguimento uno dei militari è riuscito a fermare e bloccare uno dei fuggitivi ammanettandolo. Si tratta di Gaetano Cavaliere, 24enne con precedenti penali.

INCASTRATO DAL CELLULARE – Successivamente, i carabinieri hanno ripercorso a ritroso la strada dove sono riusciti a fuggire un gruppetto di tre banditi, rinvenendo tra i cespugli il cellulare di uno dei tre. Evidentemente il rapinatore ha ritenuto lo smartphone di un valore tale da indurlo a tornare indietro a cercarlo. Non una scelta felice in quanto subito riconosciuto, arrestato e condotto anch’egli in caserma. Si tratta di C.R., 22enne, incensurato. Nella notte il Magistrato di turno li ha associati in carcere con le accuse di rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni. Sono in corso le indagini per il riconoscimento della restante parte della banda riuscita a scappare.