Il padre di Alfonso Trincone si appresata a baciare la ghirlanda posata in onore del figlio
Il padre di Alfonso Trincone si appresata a baciare il monumento in onore del figlio

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
Con un bacio don Peppino Trincone saluta il figlio Alfonso.  Sono trascorsi 11 anni da quel tragico 12 novembre 2003 quando a Nassiriya, nel sud dell’Iraq, un camion-bomba esplose dentro il recinto di una delle basi del contingente italiano, morirono 28 persone: 2 civili italiani, 9 civili iracheni e 17 militari italiani, tra questi c’era anche il Maresciallo dei Carabinieri, unico puteolano, Alfonso Trincone. Ogni anno, nel giorno della strage l’anziano padre si reca alla tomba del figlio eroe e poi al monumento fatto erigere sulla Solfatara. In una giornata piovigginosa, umida e grigia, don Peppino con il bastone e l’orgoglio misto a tristezza negli occhi dà un saluto al figlio che non c’è più.

LA COMUNITA’ RICORDA IL SUO EROE – A lui si affianca tutta la comunità puteolana che vive e ricorda l’eroe caduto. Una giornata di lutto e commozione che la città dedica alle vittime di Nassiriya. Un corteo è giunto al cenotafio realizzato nel cimitero civico di via Luciano per deporre una corona di alloro, poi un’altra è stata posta sul cippo funerario collocato sul belvedere di San Gennaro, ha chiuso gli appuntamenti in ricordo delle vittime di Nassiriya, una messa officiata nella chiesa di San Gennaro alla Solfatara. Tra i presenti le alte cariche dell’arma dei carabinieri: il Generale di Brigata Gianfranco Cavallo Comandante della Legione Carabinieri “Campania”, il Colonnello Antonio De Vita  Comandante Provinciale, il Colonnello Marco Pecci Comandante del Gruppo di Napoli. Presenti alla cerimonia anche: il sindaco Vincenzo Figliolia, l’assessore all’Istruzione Alfonso Trincone, cugino e omonimo dell’eroe ucciso, il Commissario straordinario del Comune di Quarto, Maria Grazia Niccolò, l’Assessore di Bacoli, Pino Carannante, il capitano della Guardia di Finanza di Pozzuoli, Michelangelo Tolino, il comandante dei Carabinieri Elio Norino, il comandante della polizia Municipale, Carlo Pubblico,   nonché il dirigente e docenti del primo Circolo Didattico Marconi.

UNDICI ANNI FA – Undici anni fa la strage: Alle 10.45, un camion-bomba forzando il posto di blocco all’entrata di un recinto di una delle basi del contingente italiano, prosegue la sua corsa sino alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logistico e provoca una sparatoria. Ma dietro al camion fece irruzione anche un’auto imbottita di esplosivo e guidata da un kamikaze. Fu un massacro.

LE FOTO (di Angelo Greco)

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