Il piccolo Davide insieme al padre

POZZUOLI – E’ annegato senza che nessuno se ne accorgesse, nella piscina dove amici e cuginetti facevano il bagno e a pochi metri dai genitori che erano seduti a tavola proprio a bordo vasca. Così è morto il piccolo Davide Marciano, quattro anni da compiere il prossimo ventiquattro ottobre, figlio di una coppia di coniugi di Maddaloni. La tragedia è avvenuta poco dopo la mezzanotte di ieri al “KORA”, ristorante con piscina all’interno del Lido Napoli, sulla spiaggia di Lucrino, dove Davide stava partecipando a una festa di matrimonio con i genitori Luigi e Rosa Russo, testimoni di nozze dei cugini originari di Afragola. Una cerimonia che era iniziata tardi, aperta col suggestivo rito effettuato sulla spiaggetta del lido e l’esibizione di cantanti neomelodici che avevano fatto slittare a mezzanotte l’uscita dei primi piatti del menù. Tra musica, canti e balli gli ospiti occupavano il semiperimetro della piscina dove erano montati tavoli e gazebo.

LA CADUTA IN PISCINA – Quando, all’improvviso, probabilmente a causa di una distrazione dei genitori, Davide si è allontanato per raggiungere gli altri bimbi che a più riprese, nonostante la piscina non fosse aperta e i richiami da parte del titolare e dei due animatori, continuavano a correre e a tuffarsi in acqua. Forse è inciampato o, dopo essere sceso per gli scalini sommersi, è finito in acqua senza che nessuno vedesse nulla. Il suo corpo, ormai esanime e con il viso rivolto verso il fondo, è stato visto galleggiare da un animatore che nel frattempo era corso a bordo piscina per soccorrere un altro bambino che era stato colpito da conati di vomito dopo aver fatto il bagno. Il giovane si è tuffato in acqua per recuperare il piccolo Davide e insieme a un fotografo ha tentato di rianimarlo.

LA CORSA IN OSPEDALE – Era mezzanotte e mezza quando è partita la chiamata al 118 ma i genitori, in preda al panico, non hanno atteso l’arrivo dell’ambulanza e hanno portato via a piedi il bambino oltrepassando il cavalcavia della linea ferroviaria e percorrendo circa cento metri prima di raggiungere l’auto che al momento di partire ha incrociato la prima delle due ambulanze inviate sul posto. A quel punto hanno messo il bambino sulla lettiga e –stando a quanto fanno sapere dall’Asl Napoli 2 Nord – non avrebbero permesso ai sanitari di effettuare le manovre di rianimazione sul posto, avviate solo durante il viaggio verso l’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli e proseguite per circa quaranta minuti al pronto soccorso. Tentativi che purtroppo non sono serviti a salvargli la vita. Il pubblico ministero della Procura di Napoli Michele Caroppoli ha disposto il sequestro della salma che è stata trasferita presso il centro di medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli dove sarà effettuata l’autopsia.

I TESTIMONI – Le indagini sono affidate le indagini agli agenti del commissariato di Polizia di Pozzuoli che nella notte hanno presidiato l’ingresso del pronto soccorso, dove nel frattempo si erano radunati i familiari del bambino, e lo stabilimento dove sarebbe stato scongiurato anche un tentativo di aggressione ai danni dell’animatore che insieme a un’altra ragazza era il responsabile di un gruppetto di sette-otto bambini di qualche anno più grandi di Davide. Il giovane, un 21enne di Pozzuoli, è stato ascoltato insieme al titolare della struttura, al padre e alla madre del bambino la quale ha raccontato agli inquirenti di non aver visto il figlio allontanarsi perché stava allattando la figlia più piccola. Le loro dichiarazioni insieme ai rilievi della scientifica saranno fondamentali per ricostruire l’esatta dinamica della tragedia vista anche l’assenza di telecamere puntate sulla vasca e su tutto il perimetro dove erano montati tavoli e gazebo. All’alba la piscina è stata sottoposta a sequestro al termine dei rilievi effettuati dagli uomini della Scientifica.

LA DISPERAZIONE – Scene di disperazione e strazio fuori pronto soccorso dove si erano radunati i familiari con la madre del piccolo seduta su una sedia a rotelle in stato di shock, il fratellino maggiore di Davide che piangeva sdraiato su una barella mentre il padre urlava e imprecava. Surreale il clima al Kora, avvolto nel silenzio con le luci ancora accese a festa e gli invitati rimasti in attesa di notizie dall’ospedale. Sotto shock gli sposi. «Non ci posso credere, queste cose non devono succedere» le uniche parole che è riuscito a dire in lacrime un cuoco mentre lasciava il ristorante. All’ingresso dello stabilimento anche un gruppo di turisti che alloggiano nei bungalow del lido «Abbiamo sentito urlare e piangere e siamo corsi per capire cosa stesse succedendo. Quel bambino era bellissimo, talmente bello che una cameriera aveva chiesto di poter fare la foto con lui» racconta Giuseppe, tra i primi a giungere sul posto quando purtroppo non c’era più nulla da fare.