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Una piazza gremita per dire “basta” al femminicidio

di Violetta Luongo
POZZUOLI –
Ha di sicuro “rotto il silenzio” il fiume di studenti che oggi ha marciato per le vie puteolane. Una sfilata rumorosa tra palloncini rossi e striscioni per dire “no” alla violenza sulle donne, “basta” abusi e maltrattamenti di genere. In mille gli studenti degli istituti puteolani nella manifestazione organizzata dagli assessorati alle Politiche Sociali e alla Pubblica Istruzione e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Pozzuoli in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

IL FEMMINICIDIO  VA FERMATO – “La donna offesa, siamo tutti parte lesa”; “diritto di vivere, diritto amare” sono solo alcuni degli slogan urlati dagli scolari degli istituti secondari Virgilio, Majorana, Tassinari, Falcone, Pareto, Pitagora, Petronio e Isis di Quarto nel corteo partito da un luogo simbolo, il Carcere Femminile, proseguito per via Pergolesi, ha attraversato il porto per concludersi in “Piazza 2 marzo 1970”. «Grande entusiasmo – ha detto l’assessore all’Istruzione, Alfonso Trincone – da parte delle scuole che hanno accolto il mio invito a partecipare. Bisogna partire da qui per inculcare sentimenti di amore e non violenza. Il femminicidio è una problematica gravissima che va fermata e che ha già causato fin troppe vittime».

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Stese a terra le storie di morte delle vittime di violenza

UN TAPPETO DI MORTE – La meta del corteo è stata la piazza ai piedi del Rione Terra, qui l’associazione Febe onlus e il coordinamento Donne Flegree nonché le confederazioni unitarie Cgil, Cisl e Uil hanno accolto la folla con performance e musica del cantautore Lino Blandizzi. Su un “tappeto di morte” stese a terra le centinaia di nomi delle vittime di violenza tra le simboliche scarpe rosse di sangue. Nomi letti, uno per uno, dai giovani presenti, scritti e poesie sul femminicidio e opere pittoriche realizzate dagli alunni esposte in piazza. Presenti, in via eccezionale, anche due detenute del penitenziario puteolano, Patrizia e Pina, inoltre una delegata della fabbrica Prysmian ha letto un sunto della lettera dell’attivista pakistana Malala.

FENOMENO GRAVE – Più di un milione di donne in Italia finisce nella rete dei soprusi al maschile, che si ripetono più volte arrivando alla vergognosa cifra di 14 milioni di atti di violenza (dallo schiaffo allo stupro). Oltre 25 i casi al giorno di stalking, 179 femminicidi (una vittima ogni due giorni) solo nel 2013, e cioè il 14% in più rispetto ai 157 del 2012. «La manifestazione di oggi segna l’inizio – ha aggiunto il presidente della Commmissione Pari Opportunità, Valentina Buono – di una fattiva collaborazione tra la CPO e le associazioni femminili del territorio flegreo, questa giornata oltre ad essere un momento di grande riflessione ed analisi sul tema del femminicidio deve dare l’avvio ad un percorso educativo da intraprendere con i giovani. La Commissione si farà promotrice di iniziative volte a far riflettere i giovani attuando progetti all’interno delle scuole contro ogni forma di discriminante misoginia principale causa di aggressività maschile».

LE FOTO (di Angelo Greco)

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