Marco Gelminno detto “Spaghetto”

POZZUOLI – E’ sempre più terra bruciata attorno al “boss fantasma”, al secolo Carlo Avallone, 30enne sorvegliato speciale ricercato numero uno nella città di Pozzuoli. Dopo l’arresto del suo braccio destro Massimiliano Ferri, altri due fedelissimi sono finiti in manette: si tratta di Marco Gelminno, 22 anni, detto “Spaghetto” e di Gabriele Sgamato, 26 anni, alias “Biella”. I due sono stati presi durante un blitz condotto nei 600 alloggi di Monterusciello dai carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli insieme ai militari delle stazioni di Licola, Monterusciello e della tenenza di Quarto che per due ore hanno cinto d’assedio le palazzine popolari in via De Chirico e perquisito numerose abitazioni. Di Carlo Avallone nessuna traccia, ma la sensazione è che l’uomo che da 4 mesi sta seminando il terrore tra Monterusciello e Licola abbia le ore contate.

Gabriele Sgamato detto “Biella”

IL BLITZ – L’operazione dei carabinieri è scattata poco dopo le 17 di mercoledì 13 dicembre. Circondato il fazzoletto di palazzine di via De Chirico tra il civico 10 e il 14, decine di militari hanno fatto irruzione riuscendo ad arrestare Germanno e Sgamato, entrambi armati. Gelminno, alla vista dei militari ha puntato la pistola per poi desistere, gettare l’arma e tentare la fuga a piedi, venendo comunque immediatamente raggiunto e bloccato. Rinvenuta e sequestrata l’arma, un revolver calibro 10.35 con 6 cartucce tamburo, pistola priva di elementi identificativi, illegalmente detenuta e di provenienza illecita. I due, giovanissimi residenti nel quartiere, sono ritenuti entrambi fedelissimi di Avallone e componenti del gruppo criminale che l’aspirante boss è riuscito a costruire negli ultimi mesi dichiarando guerra agli eredi di Gennaro Longobardi. Una lunga scia di spari, gambizzazioni, stese e intimidazioni ai commercianti che sembra avere un’unica regia e un capo ormai alle corde, stretto nella morsa dei carabinieri e con le ore contate.

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