di Stefano Erbaggio

Via Napoli - La chiazza marrone lungo tutta la costa
Via Napoli – La chiazza marrone lungo tutta la costa (foto di repertorio)

POZZUOLI – L’Arpac rassicura sulla qualità del mare di Pozzuoli. Recentemente le acque di Cuma, via Napoli e dell’ex-macello sono state riaperte alla balneazione, tra l’incredulità dei cittadini che nel frattempo continuano ad avvistare chiazze marroni e melma nel golfo puteolano. Ma nonostante ciò è tutto regolare, ce lo dice il dottor Lucio De Maio, Dirigente Responsabile della Unità Operativa “Mare” dell’Arpac. «La normativa prevede che il Comune debba comunicare alla Regione le misure attuate per eliminare le cause dell’inquinamento, dopodiché l’Arpac avvia le analisi, da aprile a maggio, per verificare la qualità delle acque di balneazione.- Spetta al Comune di Pozzuoli indicare quali sono le suddette azioni, ma nel caso del depuratore di Cuma c’è poco da dire. – Negli ultimi 4 anni – continua De Maio – i dati sull’inquinamento del depuratore di Cuma sono molto migliorati: da una situazione estremamente critica del 2009, siamo passati all’avere un solo sforamento dei limiti di legge nel 2012, e nessuno nel 2013. Ciò è dovuto soprattutto al miglior funzionamento dell’impianto, la cui efficienza ha raggiunto l’80%. Tutto il litorale domitio-flegreo vive questa situazione di miglioramento, probabilmente grazie ad una maggiore presenza ed attenzione da parte dello Stato su quel territorio».

 

TRASPARENZA E INQUINAMENTO – È doveroso precisare, infatti, che tra le cause dell’inquinamento vi sono gli sversamenti abusivi, forse diminuiti. I cittadini hanno paura: non si fidano delle chiazze marroni e della schiuma che galleggia lungo la costa. «Non bisogna fare una diretta associazione tra l’aspetto dell’acqua e la sua qualità,– spiega De Maio –  dal punto di vista della balneabilità. La trasparenza dell’acqua non si può associare direttamente all’inquinamento microbiologico. Può capitare che un’acqua eccellente sia torbida a causa della presenza di sedimento o microalghe in sospensione, un esempio estremo sono le acque dell’alto adriatico, mentre una trasparente può anche presentare un inquinamento fecale. Anche la presenza di schiuma non indica necessariamente eutrofizzazione delle acque ed una situazione di inquinamento, più spesso si tratta di muchi che le microalghe, naturalmente presenti in mare, secernono in particolari condizioni. La presenza in acqua di questi muchi genera la formazione di schiume in seguito al transito di grosse barche o al frangere delle onde sulle scogliere».