POZZUOLI – «Mio figlio non tornerà più, ma vivrà in altre persone. Lo abbiamo fatto per regalare un gesto d’amore e di altruismo a quelle persone che sono in attesa di un trapianto». A dirlo è Ciro Lembo, agente della polizia municipale di Pozzuoli che quella maledetta notte del 18 agosto era in servizio quando giunse la notizia dell’incidente del figlio. Alessandro Lembo, 28 anni, era in sella a una moto di grossa cilindrata guidata da un amico quando rimase coinvolto in un frontale con un’auto lungo via Partenope, a Napoli. Dopo un volo di oltre cinquanta metri, il giovane di Pozzuoli riportò gravi ferite al volto e un edema cerebrale. Indossava regolarmente il casco, ma l’impatto fu violentissimo. Dopo la corsa in ospedale e il ricovero, Alessandro ha combattuto per sei lunghi giorni contro la morte nel reparto di rianimazione del Cardarelli dove è spirato il 24 agosto scorso. Sulla sua morte è stata aperta un’indagine da parte della Polizia Municipale di Napoli, su delega della Procura della Repubblica, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio stradale, dell’automobilista e del conducente della moto.

IL RINGRAZIAMENTO – Il grande cuore di papà Ciro, mamma Michela e del fratello Vincenzo ha permesso l’espianto degli organi del giovane che finora hanno salvato quattro vite. «Spesso si parla di malasanità ma noi, nonostante nostro figlio non ci sia più, vogliamo ringraziare i medici e gli infermieri del reparto di rianimazione del Cardarelli che ci hanno assistiti e hanno fatto di tutto per salvare Alessandro –racconta Ciro Lembo – In particolare ci preme ringraziare la dottoressa Filomena De Biase per l’impegno, l’umanità e la professionalità. Sono bastate poche sue parole, in un momento tanto drammatico, per farci prendere una decisione che ha permesso di salvare altre vite. Abbiamo conosciuto un angelo che ci ha guidati e che ci ha fatto capire tante cose, assistendoci in tutti i momenti.»