La conferenza stampa organizzata dall'Osservatorio sul lavoro neroPOZZUOLI – Scarsa conoscenza delle agevolazioni fiscali da parte delle imprese, ritrosia ad applicare contratti di lavoro “reali” e ricorso continuo a licenziamenti camuffati. E’ quanto emerge dai dati snocciolati dall’Osservatorio comunale per l’emersione ed il contrasto del lavoro non regolare riguardanti il 2015. Il presidente dell’organo consultivo, Dario Chiocca, assieme ad altri componenti dell’Osservatorio, spiegano la realtà lavorativa di Pozzuoli anche attraverso i numeri.

La conferenza stampa organizzata dall'Osservatorio sul lavoro nero
La conferenza stampa organizzata dall’Osservatorio sul lavoro nero

DIMISSIONI TAROCCHE – In gran risalto quelli inerenti  il numero delle dimissioni volontarie: ben 722 rispetto alle appena 35 per giusta causa. Dati ufficiali, sia chiaro, appresi grazie alla collaborazione con il Centro per l’impiego del Comune e che parlano chiaro: è impossibile credere ad un così alto ricorso alle dimissioni volontarie, chiaro si tratti di uno “strumento” sfruttato dai datori di lavoro meno onesti che in questo modo evitano ulteriori costi del lavoro. Ed ancora l’ancora troppo alto numero di contratti a tempo determinati, nonostante alle aziende – in forza delle novità legislative in materia – costino di più rispetto ai contratti a tempo indeterminato:  su 10774 nuove assunzioni, quasi la metà è avvenuta tramite la contrattualizzazione a tempo. Tutto ciò finisce nel calderone del “lavoro grigio”, dove i lavoratori vengono penalizzati per forme di contratto che non gli consentono di godere di benefici  contributivi o, peggio ancora, di essere sempre sottopagati rispetto alla “fatica” realmente prestata.

La conferenza stampa organizzata dall'Osservatorio sul lavoro nero
La conferenza stampa organizzata dall’Osservatorio sul lavoro nero

LE PROPOSTE PER I VIRTUOSI – Dunque, un quadro a tinte a dir poco fosche quello lavorativo nella cittadina flegrea. Non mancano le proposte. Come le agevolazioni fiscali di vantaggio per le imprese virtuose o il “Patto per la legalità e la qualità sul lavoro”. L’occasione, però, non poteva essere anche quella per tornare sulle polemiche delle ultime settimane tra le sigle dei commercianti e l’amministrazione comunale. Nate dopo la pubblicazione di un post polemico sulla pagina Facebook di Dario Chiocca all’indomani dell’apposizione, su decine di vetrine del centro storico, di cartelli “provocatori” nei confronti del sindaco Figliolia.

GLI ATTRITI – Respinte, da parte del diretto interessato, le accuse di aver portato ad una eccessiva politicizzazione dell’Osservatorio che avrebbe, a sua volta, acuito la già forte contrapposizione tra due i blocchi: da una parte i commercianti e dall’altra chi è espressione dell’amministrazione. Eppure gli attriti restano. Proprio nei giorni scorsi, le sigle di categoria hanno alzato il tiro, “trasformando” i cartelli esposti alle vetrine in ben più grossi “6×3” lungo le strade della città: «Sindaco Figliolia, il Rinascimento siamo noi. Parcheggi, viabilità, mobilità. Sono queste le risposte che il commercio vuole da te». Da parte dell’Osservatorio restano le “accuse” agli stessi commercianti: quelle di non aver partecipato ai continui “inviti” alle iniziative dell’organo consultivo.