di Angelo Greco

L'albero al posto della colonnina
L’albero al posto della colonnina

POZZUOLI – È Natale e sparisce la colonnina del telefono dei tassisti in piazza a Pozzuoli. Con immenso stupore degli addetti ai lavori, ieri mattina in Piazza della Repubblica è stata abbattuta la colonnina del telefono dei tassisti in via De Fraia. Al suo posto ora sorge un albero di Natale fatto di lucine azzurre. Il numero del servizio pubblico è stato immolato dunque sull’altare del Natale.

 

LA SORPRESA SOTTO L’ALBERO – A spiegarci l’accaduto Gianluca Tufano uno dei due delegati sindacali dell’UTI (unione tassisti italiani) «Questa mattina (ieri) per montare l’albero di luci è stata abbattuta la colonnina storica dei tassisti, quella che risponde al numero storico 0815265800. Sapevamo che a breve ci saremmo dovuti spostare in zona porto ma il patto con la commissione trasporti era che l’abbattimento della postazione sarebbe avvenuta solo nel momento in cui sarebbe stata  l’altra postazione dove, come si può vedere, non sono ancora iniziati i lavori di scavo. Il “5800” è un numero importantissimo che anche l’ospedale, ad esempio, usa per le emergenze ed è sempre attivo fino alle 20 ed oltre. I disagi – prosegue Tufano – sono numerosi per noi tassisti, a partire dai soli tre posti alla metropolitana passando per la piazzola abbandonata di Agnano o al paradosso di Arco Felice dove la colonnina è rimasta nell’antica postazione ed i taxi sono altrove».

 

UNA SOLUZIONE DI EMERGENZA – Il numero telefonico al quale arrivano numerose chiamate è stato deviato nel pomeriggio di oggi come ci spiega Massimo Granieri altro delegato UTI «Siamo riusciti a stabilire una deviazione di chiamata sul numero della postazione all’esterno della stazione della metropolitana ma è chiaro che è una soluzione di emergenza e che le cose vanno fatte diversamente. Ci aspettavamo che come concordato con la commissione trasporti giorni fa non venissimo privati della colonnina prima dell’allestimento della nuova postazione ma così non è stato. Va ricordato che questo mestiere dà da vivere a 20 famiglie e offre un servizio pubblico importante»

 

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