di Alessandro Napolitano

defibrillatore
Il primo defibrillatore «wireless» è stato impiantato al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli

POZZUOLI – E’ stato impiantato la prima volta pochi giorni fa all’ospedale Santa Maria delle Grazie ad un paziente di 40 anni. E’ talmente piccolo da poter essere impiantato sottopelle senza alcun bisogno di elettrodi. E’ il defibrillatore che il dottor Mattia Liccardo, a capo dello staff di cardiologia interventistica, ha impiantato per la prima volta nel nosocomio puteolano. A settembre il defibrillatore aveva ricevuto il placet a Barcellona da parte della Società Europea di Cardiologia. Poi è arrivato l’intervento. A differenza di quelli tradizionali, questo tipo di defibrillatore non ha bisogno di collegamenti tramite elettrodi con il muscolo cardiaco, evitando così pericolo di infezioni e lesioni.

COME FUNZIONE – Entra in funziona appena viene rilevata un’aritmia grave. «Abbiamo scelto di impiantare questo tipo di defibrillatore al paziente, data la sua giovane età. – spiega il dottor Liccardo – È verificato che gli impianti tradizionali col tempo possono portare complicanze come infezioni gravi, lesioni e perfino essere soggetti a rottura. Questa nuova tecnologia, invece, assicura un basso livello di complicanze e garantisce una migliore qualità di vita al paziente, grazie ad una più ampia libertà di movimento determinata dall’assenza di potenziali traumi al sistema impiantato». Nel campo della cardiologia si tratta, per il santa Maria delle Grazie, di un altro importante passo avanti. Proprio mentre si sta completando la realizzazione della sala per l’emodinamica, la cui strumentazione risulta essenziale per il trattamento dell’infarto al suo esordio, «riducendo così le complicanze e garantendo una migliore qualità della vita».