POZZUOLI – Il Consiglio comunale di Pozzuoli ha approvato ieri sera la realizzazione di standard urbanistici (attrezzature di quartiere) in attuazione delle previsioni del Piano Regolatore Generale. Si tratta di una modifica migliorativa della delibera 71/2013, con la quale si è regolamentata la possibilità offerta ai soggetti privati di realizzare, su suoli di proprietà privata, con fondi privati, attrezzature e servizi di uso pubblico in convenzione con l’ente locale, garantendo tariffe sociali per le categorie svantaggiate, a partire dai quartieri periferici della città, su cui forte è l’attenzione allo sviluppo e al miglioramento della vivibilità da parte dell’amministrazione comunale. Le opere – consistenti in parcheggi, attrezzature sportive, centri di aggregazione civile e religiosa e per il tempo libero – saranno realizzate su suoli che sin dal 2002 sono riservati a tali funzioni e che il Comune non è in grado di espropriare, sia perché tale possibilità si è conclusa a cinque anni dall’approvazione del Piano Regolatore Generale, vale a dire nel 2007, sia perché sempre di meno sono le risorse finanziarie che lo Stato centrale trasferisce ai comuni per realizzare tali opere.

GLI STANDARD – «Il Piano Regolatore Generale prevede espressamente tale possibilità, ma solo l’Amministrazione comunale Figliolia, già dal suo insediamento nel 2012, ne ha sviluppato le potenzialità, assegnando alla Giunta Comunale e alla Commissione consiliare competente l’istruttoria delle proposte, vagliandone di volta in volta e preventivamente, l’interesse pubblico – spiega l’assessore al Governo del territorio Roberto Gerundo -. Sono previsti oggi, sul territorio di Pozzuoli, 160 ettari di superficie destinata a standard urbanistici, di cui solo la metà è stato materialmente realizzato, mentre i restanti 80 ettari sono in attesa di finanziamenti, di cui solo una minima parte potrà arrivare dallo Stato centrale o dalla Regione. La restante parte di attrezzature e servizi di cui la collettività ha grande bisogno, in particolare nelle aree periferiche, dovrà essere realizzato a vario titolo dai soggetti privati: imprese, associazioni di volontariato, gruppi di cittadini riuniti, organizzazioni caritatevoli, a seconda dell’impegno finanziario necessario».