POZZUOLI – Quella dei “600 alloggi” è senza dubbio una delle principali piazze di spaccio dell’intera città. A confermare il dato ci sono non poche dichiarazioni di pentiti succedutesi negli anni, quando gli assetti della mala flegrea erano del tutto differenti da quelli odierni. Un vero e proprio pozzo senza fondo per il clan, considerato il volume d’affari.

GUADAGNI PER 4MILA EURO AL GIORNO – Tra i primi a raccontare di quanto quella zona fosse fruttuosa per le casse dell’organizzazione è stato Antonio Perrotta, uno dei primissimi collaboratori di giustizia appartenuti ai Longobardi-Beneduce. Riferendosi a quella dei 600 alloggi, il pentito ha raccontato di un periodo in cui era ancora in circolazione la lira: «La piazza di spaccio che noi gestivamo dava un guadagno molto alto, di circa setto otto milioni al giorno». Otto milioni di lire in un solo giorno, dunque, pari a circa 4mila euro di oggi. Anche secondo altri collaboratori di giustizia, come ad esempio Carmine Toscanese, quella dei 600 alloggi era tra le più importanti piazze in cui trovare di tutto, dall’hashish alla cocaina, fino al crack.

PISTOLE IN MANO PER PRENDERSI LA “PIAZZA” – Un affare che avrebbe attirato ovviamente gli appetiti degli affiliati di rango: gestire quella piazza significava avere in mano una gallina dalle uova d’oro. Tanto che per metterci le mani su, non si esitava ad organizzare una spedizione punitiva, programmando di uccidere un pusher qualunque “reo” di ostacolare l’opera di “acquisizione” da parte di chi ambiva a a quella zona. Il collaboratore di giustizia Francesco De Felice spiegò nel dettaglio il piano: «Pensai che poteva essere utile uccidere uno dei ragazzi che, per conto del gruppo opposto, spacciavano presso le loro “basi” di droga. Infatti avevo ipotizzato che, uccidendo un soggetto che per loro gestiva una “base” […] il gruppo opposto si sarebbe spaventato e rinchiuso nelle abitazioni, così che per noi ci sarebbe stato campo libero».

SPACCIO DAVANTI AGLI OCCHI DI TUTTI – Passano gli anni, ma la piazza dei 600 alloggi resta la più appetibile. Nell’operazione che ha visto finire in carcere i fratelli Ferro nell’autunno dello scorso anno, la stessa zona viene più volte tirata in ballo: impossibile farne a meno. Da oltre 20 anni, dunque, è qui che la camorra flegrea fa i migliori affari con lo spaccio di droga. Non a caso è qui che sono rivolti gli interessi del “boss fantasma”, l’introvabile 30enne Carlo Avallone. E’ qui che di recente è stato gambizzato uno spacciatore ed è sempre qui che si concentrano le attenzioni delle forze dell’ordine. Ma è anche vero che qui regna una oramai colpevole omertà da parte di chi ci vive.