di Violetta Luongo

FranceschiniPOZZUOLI – La visita lampo del ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, è stata una occasione per accendere i riflettori, ancora una volta, sul Rione Terra. Un incontro però troppo fugace per apprezzare veramente il ricco patrimonio che la città ha da offrire, per non dimenticare anche le altre città flegree, con tutti i loro siti archeologici, trascurate dall’esponente del Governo Renzi. Mezz’ora correndo tra il percorso archeologico e la cattedrale non può certo dare il giusto peso ad un luogo che il mondo, a dirla con le parole del ministro, ci invidierebbe.

 

E POI SI SPENGONO I RIFLETTORI – Spenti i riflettori il Rione è tornato alla quotidiana attesa di ricevere i 30 milioni della Regione Campania necessari per il completamento del percorso che porterebbe fino al Duomo, situazione che farebbe ripartire il cantiere, fermo da mesi, e rientrare al lavoro i 100 operai in cassa integrazione. Finanziamenti e crisi su cui il Ministro ha glissato con un «guardiamo avanti non indietro».

 

RABBIA SUL WEB – Non possono guardare avanti però i tanti puteolani che vivono ogni giorno questa situazione che si trascina, ad intermittenza, da oltre 30 anni, piccoli lotti della Rocca inaugurati, visitati e poi di nuovo abbandonati. Stanchi, arrabbiati, delusi dal vedere passerelle di politici, promesse e grandi festeggiamenti e poi dover subire lo smacco di vivere in una città ricca di luoghi storici, monumentali e paesaggisti, per la maggior parte chiusi, dimenticati o non valorizzati. Rabbia sfogatasi sul web appena diffusa la notizia dell’arrivo di Franceschini, la stessa pagina Facebook del ministro è stata inondata di messaggi, appelli, e inviti. C’è chi prega al ministro di visitare altri luoghi bisognosi di manutenzione, chi gli ricorda dei disoccupati del cantiere e chi invita ad una giusta programmazione per la tutela e gestione dei beni, molti dei quali ancora con i cancelli chiusi.