In alto da sinistra: Napoleone Del Sole e Giovanni De Felice; in basso da sinistra: Umberto Reazione e Angelo Di Domenico
In alto da sinistra: Napoleone Del Sole e Giovanni De Felice; in basso da sinistra: Umberto Reazione e Angelo Di Domenico

POZZUOLI – Oltre 56 anni di carcere invocati per sette presunti estorsori ritenuti affiliati al clan Longobardi-Beneduce. Sono stati chiesti ieri dal pubblico ministero Gloria Sanseverino al termine del processo con rito abbreviato che vede alla sbarra Ciro De Felice e suo figlio Giovanni. Per il primo sono stati chiesti 3 anni e 6 mesi di carcere, mentre per il secondo 8 anni.

LE RICHIESTE – La richiesta più pesante è quella nei confronti di Umberto Reazione, ben 16 anni. Queste le altre richieste del sostituto procuratore: Napoleone Del Sole, 8 anni; Angelo Di Domenico, 8 anni; Vincenzo Mellone, 4 anni; Massimo Migliorato, 4 anni; Ciro Scognamiglio, 4 anni. Diversi gli episodi contestati dalla Procura Antimafia di Napoli.

“DEVI PAGARE A NOI” – Tra questi anche il danneggiamento di slot machines ed il furto delle monete custodite al loro interno per far pagare uno “sgarro” ad un imprenditore attivo nel campo delle “macchinette”. Tra le vittime anche un’anziana donna e suo figlio che avrebbe dovuto versare ai presunti estorsori l’assegno ricevuto come indennizzo dopo un incidente stradale, del valore di circa 10mila euro. «Adesso ci siamo noi e deve pagare a noi» avrebbero proferito Del Sole, Di Domenico e Reazione al titolare di un bar, armati di bastoni ed un fucile, prima di distruggere le slot.