di Gennaro Del Giudice

I carabinieri sul luogo del ritrovamento
I carabinieri sul luogo del ritrovamento

POZZUOLI – Il barista indica il punto dove quasi tutte le mattine Katarzyna Iwona Czyszczon, da tutti come conosciuta come Caterina, si sedeva al fresco. Forse era lì anche il giorno della sua scomparsa, su quel muretto davanti al bar, punto di ritrovo per gli avventori di Licola Borgo, piccola “oasi nel deserto” nella periferia al confine tra Pozzuoli e Giugliano. «Qualche telecamera installata all’esterno dei locali del piccolo polo commerciale potrebbe aver ripreso qualcosa – sussurra un habituè del posto – speriamo che si faccia chiarezza, quella donna non meritava di morire così»

 

 

QUARTIERE SOTTO SHOCK – Intanto 48 ore dopo il ritrovamento del cadavere della povera Caterina, dopo l’arrivo in massa dei carabinieri e dei SIS all’interno della casa di via delle Colmate e la notizia che il marito e i conoscenti erano stati messi sotto torchio, la gente si chiede “perché” e “chi” abbia potuto uccidere in maniera così efferata quella donna così tanto fragile psicologicamente e fisicamente. Nel frattempo le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia e del Nucleo Operativo di Pozzuoli, diretti dai capitani Elio Norino e Gianfranco Galletta, vanno avanti serrate sotto il coordinamento del PM Celeste Cerrato.

 

Il marito della vittima
Il marito della vittima

MARITO A CASA – Utili alle indagini saranno i risultati dell’autopsia sul corpo della donna in programma ad inizio della prossima settimana presso il centro di medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli. Per ora non ci sono persone indagate, né alcun fermo è scattato in merito al ritrovamento del cadavere della donna. Nella casa della donna, perquisita in ogni angolo ieri sera le luci erano accese, Vincenzo, il marito 42enne tenuto sotto torchio dagli inquirenti insieme ad altri conoscenti, ha trascorso la notte insieme al figlio.

 

 

Il luogo dove spesso era la donna
Il luogo dove spesso era la donna

GLI ULTIMI MOVIMENTI – Intanto a Licola Borgo tutti cercano di ricostruire gli ultimi momenti di vita della 38enne, di ricordare quando Caterina è stata vista l’ultima volta e in particolare “con chi”. Tutti conoscevano quella donna bassa, magrolina ma carina, dal viso dolce e che parlava quasi perfettamente l’italiano. La donna aveva confidato al titolare della vicina salumeria che il 15 agosto sarebbe dovuta partire per la Polonia, voleva andare a fare visita alla madre. La sua vita, dopo il matrimonio e la nascita del figlio, era cambiata radicalmente dopo la morte del fratello «Un fatto che l’aveva scossa de tutto – racconta Gennaro – era una brava donna, molto sola, ma tranquilla. Non aveva mai fatto del male a nessuno». La sua vita era diventata un incubo, il vizio dell’alcol l’aveva relegata ai margini della società, dopo che dalla Polonia era giunta in Italia alla ricerca di una vita migliore.