di Angelo Greco

Gli addetti della "Foresta di Cuma" all'opera
Gli addetti della “Foresta di Cuma” all’opera

POZZUOLI – Oltre duemila metri di canneto e macchia mediterranea è andata in fumo la notte scorsa a Cuma. Un incendio di grosse proporzioni è divampato nel cuore della notte tra il lecceto e le dune, divorando in poco più di un’ora la vegetazione confinante con i binari della ferrovia Circumflegrea e il canale del depuratore di Cuma. Per domare le fiamme non è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco: infatti le fiamme hanno perso d’intensità in poco tempo, spegnendosi autonomamente.

 

INCENDIO DOLOSO? – L’area distrutta dall’incendio è posta all’esterno della “Foresta di Cuma” dove le fiamme hanno anche interessato il canneto posto attorno ai binari della Circumflegrea. Sulla natura del rogo sembra prendere consistenza l’ipotesi che si sia trattato di un incendio doloso. Ipotesi questa avallata dal comandante della stazione della Guardia Forestale di Licola, giunto sul posto in mattinata, che ha escluso tra le probabili cause quella della combustione: «Data l’ora in cui è scoppiato l’incendio è decisamente improbabile che si tratti si un’autocombustione, ci sono stati sicuramente agenti esterni, nei prossimi giorni potremmo sapere di più».

 

COMBUSTIONE RAPIDA – La combustione che ha divorato i 2000 metri di vegetazione è stata una “combustione rapida” tanto è vero che alcuni rifiuti che erano tra la vegetazione bruciata non sono andati distrutti del tutto, come alcune bottiglie di plastica ed un sacchetto contente rifiuti vari. Anche per questo motivo l’incendio ha avuto una durata decisamente breve rispetto alla vasta zona interessata.

 

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