POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo da Maurizio Palma, portavoce di un gruppo di circa 30 commercianti di Pozzuoli autonomi e non appartenenti ad associazioni e sindacati di categoria.

LA DENUNCIA – “Oggi al Comune era convocato un incontro (non annunciato) tra l’amministrazione e le associazioni di categoria dei commercianti. -scrive Palma- Appena saputa la notizia ho deciso di partecipare, in rappresentanza delle decine di esercizi commerciali che hanno condiviso con me le richieste protocollate la settimana scorsa al Comune, che chiedevano un sostegno concreto per le attività commerciali di Pozzuoli. Ebbene quello che è accaduto ha del paradossale: le stesse categorie che dovrebbero difendere i commercianti, al posto di approfittare per ampliare la partecipazione, ci hanno messo alla porta, per una pura questione di formalismo, dicendomi testuali parole: “Tu chi sei? Sei stato invitato?”; “Non siete un’associazione di categoria, quindi non potete partecipare”.

LE RICHIESTE – “Una cosa assurda, -aggiunge il portavoce dei circa 30 commercianti- considerato che non solo rappresentiamo circa trenta commercianti, ma che alla riunione noi eravamo solo in 2 come portavoce del nostro gruppo e non c’erano orde di commercianti che volevano intrufolarsi e noi abbiamo chiesto di restare li solo per ascoltare! Siamo quindi andati via (io ed un mio collega) chiedendo e proponendo loro di rendere pubblico quell’incontro (quel cosiddetto “tavolo”) con una video conferenza o almeno una diretta, in modo che noi tutti, commercianti e non, avremmo avuto modo di ascoltare ed essere informati di tutto cio’ che ci riguarda. In nome di quella trasparenza che tanto dichiarano. In questi giorni ci costituiremo come comitato informale, inviando una richiesta all’amministrazione controfirmata da tutti i commercianti che non si sentono rappresentati dalle associazioni sindacali che ci sono oggi. Chiederemo all’amministrazione di poter partecipare anche noi alle riunioni nelle quali si discute e si decide del nostro lavoro! Poi ci lamentiamo che le cose non cambiano mai.