POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo dal “Coordinamento Flegreo Ambiente e Beni Comuni”: «La linfa della democrazia è la partecipazione attiva del cittadino alle scelte che interessano la propria comunità. Un’amministrazione attenta dovrebbe favorire e stimolare tutte le forme possibili di democrazia per dare alle/ai cittadine/i gli strumenti per la partecipazione attiva. A Pozzuoli sembra che questa sensibilità, manchi del tutto. Il 30 settembre 2021, un gruppo di 24 cittadine/i di Pozzuoli hanno proposto un referendum consultivo su alcuni temi , in base allo statuto e al regolamento vigente. Oggi, a quasi 3 mesi dalla consegna ufficiale dei quesiti referendari proposti, il Comune di Pozzuoli non consente l’avvio dell’iter burocratico necessario a porre in atto i referendum.»

SINDACO SOLLECITATO – «Abbiamo segnalato al Prefetto e al Difensore Civico Regionale l’anomalia, l’impasse e il vulnus democratico dato che si tratta di temi di competenza comunale cruciali per il futuro della città. I quesiti proposti riguardano infatti la percentuale di spiagge libere sulla linea di costa, la destinazione d’uso di un bene comune come il Convitto Monachelle e il tema della mobilità sostenibile. Il Difensore civico ha prontamente sollecitato il Sindaco a fornire chiarimenti che dovranno arrivare entro il 16 Gennaio. Abbiamo inoltre scritto al Presidente del consiglio comunale ed al Presidente della Commissione Regolamenti, ma ad oggi nessuna risposta. Al di là della querelle e delle motivazioni addotte dal Segretario Generale intorno alla “non correttezza degli adempimenti” e alla presunta “contraddizione/incompatibilità” tra Statuto e Regolamento, esiste un problema sulla tenuta e sull’agibilità democratica di un territorio fragile in cui gli spazi per la partecipazione e per l’esercizio democratico sono già da tempo ridotti al lumicino. Così facendo si preclude alle/ai cittadine/i puteolani di votare su temi e questioni di grande rilevanza».

IL RISPETTO DELLE REGOLE – «Si chiede solo il rispetto delle più elementari regole democratiche, dei principi di cittadinanza sanciti dalla Costituzione. Ciò che normalmente accade in molte città d’Italia dove gli istituti della partecipazione vengono utilizzati e promossi. Siamo portati a credere che qui a Pozzuoli invece, ci sia un ostruzionismo e un boicottaggio nemmeno tanto velato. Restiamo in vigile attesa, fiduciosi nell’ intervento del Difensore Civico Regionale. A Pozzuoli, gli amministratori non mostrano rispetto per le proprie comunità. Le Commissioni permanenti comunali operano nella totale mancanza di trasparenza in relazione al tema della partecipazione democratica dei cittadini. Mai o quasi mai si favorisce l’esercizio degli istituti della partecipazione popolare, che rimangono puntualmente sulla carta. Si nomina la comunità, ci si ricorda del popolo ma solo il giorno del voto elettorale. Intanto ricordiamo a tutti che Dicearchia ( l’attuale Pozzuoli), città fondata nell’insenatura occidentale del Golfo di Napoli e nel cuore della regione flegrea, da profughi greci di Samo (528 a. C.) sfuggiti alla tirannide di Policrate, significa “Città del giusto governo” e siamo davvero molto lontani dal “governo dei giusti” se non viene consentito ai suoi cittadini nemmeno di svolgere un Referendum Consultivo.»