spike_tribunale

POZZUOLI – Ancora un rinvio e ancora una volta per un difetto di notifica. Sembra non conoscere fine il processo a carico di un 24enne per la morte di Spike, cane prima torturato e poi deceduto dopo una breve agonia. In aula avrebbe dovuto rispondere alle domande un teste, al quale però non sarebbe arrivata alcuna notifica a casa.

cane feritoNOTIFICA ALLA MUNICIPALE – Il giudice Giulio Galeota, della Terza sezione penale del Tribunale di Napoli, ha ricordato come la notifica fosse stata inviata tramite Pec al comando della polizia municipale di Pozzuoli. Ma da via Luciano, a quanto pare, non sarebbe pervenuta alcuna risposta né tanto meno sarebbe stato inoltrato l’invito al teste a presentarsi un aula. Purtroppo non è la prima volta che il procedimento giudiziario a carico del 24enne del rione Toiano, unico imputato, si inceppi di fronte ad un difetto di notifica.

AULA GREMITA – Spike morì nel luglio del 2014 dopo aver riportato gravissime ustioni . A dargli fuoco, secondo l’accusa, l’imputato che avrebbe voluto punire il meticcio “colpevole” di aver ingravidato la sua cagnolina. Come sempre folta la rappresentanza di animalisti in aula – tra cui i militanti del Meta Campania, Movimento etico per la tutela animale e ambiente – la stessa che avrebbe dovuto ospitare l’ultima udienza del processo. Se riparlerà il prossimo 19 novembre.