di Gennaro Del Giudice

montaggio arresto
da sinistra: Giuseppe Rocco e Salvatore Russo

POZZUOLI – Finì in manette nel 2010 insieme ad altri 83 affiliati al clan Longobardi-Beneduce durante l’operazione “Penelope”, Giuseppe Rocco, 40 anni, detto “Pinuccio ‘o russ”, arrestato ieri dai carabinieri dell’Aliquota Operativa di Pozzuoli diretti dal Capitano Gianfranco Galletta. Un affiliato della “prima guardia”, volto noto alle forze dell’ordine, che è stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Napoli dovendo espiare 8 mesi di reclusione per associazione a delinquere di stampo camorristico. ‘O russ è finito in manette durante uno specifico servizio di controllo del territorio finalizzato alla ricerca dei catturandi.

 

IL RACCONTO DEL PENTITO – Il 40enne è stato arrestato nel quartiere di Monterusciello, un tempo feudo del clan Longobardi-Beneduce, decapitato dagli arresti e dalle condanne inflitte a capi e gregari della cosca. Secondo il racconto di un collaboratore di giustizia Rocco “riceveva un vaglia mensile di 1.000,00 euro da parte del RAS di Quarto Roberto Perrone che gli aveva proposto, una volta scarcerato, di passare con il suo gruppo”. Proposta che però fu rifiutata da Giuseppe Rocco che – secondo la deposizione del pentito – rimase “fedele” al boss Gennaro Longobardi.

 

DOPPIO ARRESTO – E proprio nel quartiere, che insieme al Rione Toiano è stato per anni teatro delle “guerre” di camorra, che i militari hanno arrestato anche il 38enne Salvatore Russo, anch’egli già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Napoli, dovendo espiare la pena residua di 4 anni, 11 mesi e 27 giorni di reclusione per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti. Anche Russo finì in manette durante la maxi-operazione “Penelope” di 5 anni fa insieme al fratello Nicola, condannato in primo grado a 14 anni di carcere.

 

FRATELLO “D’ARTE” – Quest’ultimo, gambizzato nel maggio del 2001 – secondo quanto scrissero i magistrati nelle 942 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che portò in carcere 84 persone – era ritenuto il capo piazza dell’attività di spaccio di stupefacenti all’interno del rione Toiano di Pozzuoli. Salvatore Russo è stato raggiunto dai militari nella sua abitazione, in una palazzina popolare. In seguito alle due operazioni Giuseppe Rocco è stato tradotto nel carcere di Secondigliano, in quanto dovrà scontare una pena per “associazione a delinquere”, mentre Russo è stato trasferito nell’istituto penitenziario di Poggioreale.