POZZUOLI – A chiarire il mistero che ancora aleggia sull’identità del cadavere, rinvenuto lo scorso 3 settembre a Pozzuoli, potrebbe essere l’odontologia forense. Nei prossimi giorni si procederà, infatti, all’analisi dentale dell’uomo. La macabra scoperta fu fatta in un capannone dell’ex Sofer. Secondo gli inquirenti il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è rimasto per almeno sette giorni nell’area industriale dismessa di via Fasano prima che i guardiani lo trovassero durante un giro di perlustrazione. Sul viso decine di insetti.

IL MISTERO – Nelle tasche nessun documento di riconoscimento. Le cause del decesso, al momento, restano ignote ma l’autopsia non ha escluso che possa trattarsi di morte violenta. Sul decesso dell’uomo, dalla corporatura robusta e dell’apparente età di 50 anni, la Procura ha aperto un’inchiesta; il fascicolo è, al momento, “a modello 45”, cioè senza ipotesi di reato. La salma resta presso il Centro di Medicina Legale del II Policlinico di Napoli in attesa di un eventuale riconoscimento da parte dei familiari. Toccherà ora agli inquirenti fare chiarezza sulla morte dell’uomo di cui al momento non si conoscono ancora né l’identità, né le dinamiche e le modalità del decesso. Le forze dell’ordine continuano a lavorare alacremente per cercare di dargli un nome.