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POZZUOLI/ «Azzerati i rapporti sociali» la relazione che mette spalle al muro le insegnanti del bimbo escluso alla “Elsa Morante”

POZZUOLI/ «Azzerati i rapporti sociali» la relazione che mette spalle al muro le insegnanti del bimbo escluso alla “Elsa Morante”
  • Pubblicato15 Luglio 2026

POZZUOLI – Costretto a stare seduto da solo, con il proprio banco lontano da quello degli altri compagni di classe, attaccato alla cattedra dell’insegnante vedendo così azzerata “qualsiasi possibilità di contatto visivo e sociale durante le ore di lezione”. È quanto emerge dalla relazione degli assistenti sociali del comune di Pozzuoli chiamati ad intervenire nella vicenda del piccolo Luca (nome di fantasia), il bimbo di 11 anni affetto da patologia neuropsichiatrica che ha frequentato l’ultimo anno di scuola elementare presso la “Elsa Morante” di Monterusciello. Un caso oggetto d’indagine da parte della Magistratura che ha messo nel mirino il trattamento riservato al bambino da parte di alcuni docenti, ritenuto dai genitori “estremamente punitivo e discriminatorio” al punto da far scattare l’indagine. Accuse pesanti che, in parte, trovano il sostegno nella relazione delle due assistenti sociali e di cui Cronaca Flegrea è venuta in possesso.

LE VERIFICHE – Ebbene, il quadro disegnato dalle esperte chiamate a verificare i rapporti del bambino all’interno della propria famiglia e nel contesto scuola appare emblematico in merito al metodo adottato dalle insegnanti. Ma facciamo un passo indietro, riavvolgendo il nastro di una storia iniziata nel settembre del 2025, a seguito di una segnalazione pervenuta agli uffici comunali dall’IC 2 De Amicis Diaz in merito al ritrovamento di un taglierino all’interno dello zainetto del bambino. Partito l’iter, dopo i colloqui conoscitivi con la famiglia per il minore viene attivato un P.I.P.P.I. (Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione) che prevede la presenza di educatrici a casa e a scuola, al fine di garantire un adeguato supporto al bambino nei diversi contesti di vita. Ed è a questo punto che le educatrici notano le criticità evidenziate nella relazione finita agli atti dell’indagine. Per quanto concerne le relazioni tra minore e famiglia, le due esperte inviate dagli uffici comunali rilevano un atteggiamento positivo nei confronti dell’attivazione del servizio, così come durante gli incontri monitorati a casa, dove la situazione appare sempre serena e priva di elementi di criticità nei rapporti tra Luca, i genitori, il fratello, i nonni e gli amici del gruppo sportivo a cui appartiene.

LE PUNIZIONI – Diversa, invece, è la valutazione fatta durante il periodo di osservazione a scuola che, stando a quanto si legge nella relazione, “ha messo in luce alcune criticità e delle discrepanze rispetto agli altri contesti di vita del minore” in particolare in merito alla “linea educativa adottata dalle insegnanti” ritenuta di “stampo prevalentemente punitivo”. Non solo. Anche con l’educatrice che presenziava in classe le insegnanti hanno mostrato fin dal primo momento un “velato scetticismo rispetto all’intervento offerto”, affermando che l’atteggiamento docile mostrato dal bambino in presenza dell’educatrice “non fosse altro che una facciata e che sarebbe bastata una minima distrazione per far emergere i comportamenti disturbanti del minore.” Un passaggio, questo, che farebbe emergere un certo pregiudizio da parte degli insegnanti verso un bambino di appena 11 anni a cui non veniva perdonato nulla, nonostante per l’educatrice chiamata a visionarlo in classe il suo atteggiamento sia stato sempre in linea con la sua età a tal punto da definirlo “del tutto normale e sovrapponibile a quella di qualsiasi bambino della sua età dopo diverse ore di lezione”.

L’ISOLAMENTO – Da quanto emerge dagli atti Luca sarebbe stato trattato dalle insegnanti sempre con estrema durezza e con un atteggiamento rigido e oltranzista, come sottolineato nella relazione attraverso la quale viene sottolineato come “tali comportamenti venissero sempre intercettati dalle insegnanti con una reattività estrema ed il minore venisse immediatamente ripreso, a conferma di una vigilanza costante ed inflessibile”. Condotta punitiva che non è stata modificata nemmeno davanti alla richiesta dell’educatrice di avvicinare il piccolo Luca ai compagni di classe permettendogli di stare seduto in un banco insieme ad altri amici, in maniera tale da favorire una graduale inclusione e testare le competenze relazionali del bambino. Proposta che ha trovato, ancora una volta, il rifiuto da parte delle insegnanti che hanno deciso di punirlo fino alla fine, vietandogli perfino la famosa gita di fine anno che ha scoperchiato il “vaso di pandora”.