di Alessandro Napolitano

Maurizio Lutricuso non sarebbe stato ucciso per una sigaretta
Maurizio Lutricuso non sarebbe stato ucciso per una sigaretta

POZZUOLI – La richiesta di una sigaretta sarebbe stata soltanto la “scusa” per farlo cadere in una trappola. Maurizio Lutricuso, il 24enne ammazzato all’esterno di una discoteca di via Antiniana, sarebbe finito bersaglio delle nuove leve dei clan di Forcella.

NEGLI ATTI DEI 60 INDAGATI – E’ quanto emerge dagli atti dell’inchiesta che ha portato all’arresto di ben 60 persone. Ma soprattutto alla custodia cautelare con l’accusa di concorso in omicidio per Vincenzo Costagliola, Pasquale ed Emanuele Sibillo. Secondo la Procura di Napoli sarebbero stati loro a colpire Lutricuso all’addome e al torace con diversi colpi di pistola. Il 24enne morì poco dopo all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta.

APPARTENENTI AI CLAN – Secondo la Dda, all’epoca dei fatti – che comprende anche altri episodi criminali risalenti a pochi mesi prima – un gruppo di giovanissimi appartenenti alle famiglie Giuliano-Sibillo-Brunetti e Amirante, operanti tra Forcella e la Maddalena, stavano emergendo spazzando via gli esponenti della vecchia guardia. Nessuno aiuto da parte dei cittadini in questa indagine. Lo ha sottolineato il questore di Napoli, Guido Marino. Mentre il procuratore Guido Marino ha sottolineato come «Non tutti possono essere eroi. Ma sappiano i cittadini che se ci danno una mano il nostro lavoro potrà essere portato avanti più efficacemente».