di Gaetano Lombardi

La pensilina nella zona dei "Damiani"

POZZUOLI – Basterebbe respirare una millesima particella di amianto per rischiare di ammalarsi di mesotelioma della pleura, l’inesorabile tumore da esposizione a questa micidiale sostanza, da anni bandita. E’ quello che rischiano quotidianamente le numerose persone, spesso anche ignare turisti del vicino “Complesso turistico”, che attendono gli autobus di linea urbana ed extraurbana  alla fermata dei “Damiani” in via Monte Nuovo Licola Patria, sotto una fatiscente pensilina, in “lastre di Eternit” ovvero il micidiale amianto.

 

IL PERICOLO – E’ impensabile che nessun tecnico del Comune, o chi per essi, non abbia mai rilevato un pericolo del genere, da tempo così incombente, e tocchi solo a noi della stampa accorgersene e denunciarne la gravità. Pozzuoli ha già pagato e paga ancora un caro prezzo in vite umane, considerata anche la lunga latenza di questa insidiosa tipologia di tumore, in  seguito all’insediamento della Sofer, in precedenza dei “Cantieri meccanici di Pozzuoli” e prima ancora dell’Ansaldo che, per decenni, hanno utilizzato l’amianto nei diversi procedimenti di lavoro.

 

L’AMIANTO – Tra l’altro è doveroso ancora denunciare che questa ampia area, nonostante che da  anni sia ormai dismessa, non è stata ancora sottoposta a nessun tipo di bonifica. Le polveri di amianto, trasportate dal vento, si diffondono anche nei circostanti comuni flegrei dove anche si sono registrati tumori derivanti. Addirittura, si sono verificati decessi da amianto in chi di frodo si immergeva nell’antistante specchio di mare alla ricerca di reperti archeologici, in quanto quell’area è l’estensione sommersa di sovrastanti ville romane.  Negli ultimi anni sono deceduti, uno dopo l’altro, alcuni fratelli di una famiglia, nota in alcuni ambienti puteolani, proprio per il commercio di reperti archeologici, ritrovati in quello specchio d’acqua antistante il cantiere.