POZZUOLI – Un’altra accusa pesante pende sulla testa del sindaco uscente di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia. Ma questa volta l’appalto per il Rione Terra non c’entra. La Procura sta indagando per peculato e concussione sessuale. Così come raccontato oggi da “Il Mattino”, nel corso delle indagini sulla gara d’appalto per l’antica Rocca –  grazie a delle intercettazioni audio/video avvenute tra gennaio e aprile – sarebbe emerso un filone investigativo completamente autonomo. Secondo quanto riportato dal quotidiano, infatti, Figliolia avrebbe ottenuto delle prestazioni sessuali da una donna in evidenti condizioni di disagio in cambio di buoni spesa che non le sarebbero spettati. Per gli inquirenti la donna non poteva ricevere quei ticket in quanto già destinataria del reddito di cittadinanza. Il tutto sarebbe avvenuto nell’ufficio del sindaco uscente in due occasioni. La storia è emersa nella giornata di ieri durante la prima udienza dinanzi al Tribunale del Riesame. Qui è venuto fuori che la perquisizione a carico di Figliolia aveva poco a che fare con il filone investigativo principale (gara appalto Rione Terra ndr) e che le accuse mosse dalla Procura di Napoli sono in questo caso di peculato e concussione sessuale. Difeso dal penalista Luigi De Vita, il sindaco di Pozzuoli al momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione sulla vicenda.