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Pozzuoli accoglie le spoglie del vescovo emerito Silvio Padoin

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Pozzuoli accoglie le spoglie del vescovo emerito Silvio Padoin

POZZUOLI – Nel terzo anniversario della morte di monsignor Silvio Padoin, vescovo emerito, la Chiesa di Pozzuoli accoglie le sue spoglie mortali, lunedì 31 ottobre, alle 10, nel Piazzale Sedile dei Nobili al Rione Terra. Il feretro, in forma processionale, giungerà nella basilica cattedrale San Procolo martire per la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal vescovo di Pozzuoli e di Ischia, monsignor Gennaro Pascarella, concelebrante il vescovo ausiliare, monsignor Carlo Villano. Le spoglie di monsignor Padoin, provenienti dal cimitero di Pieve di Soligo (TV), sua terra natale, saranno deposte nella chiesa Santissimo Corpo di Cristo (detta il Coretto). «La Chiesa di Pozzuoli – ha espresso monsignor Pascarella – attendeva con ansia il ritorno del vescovo Padoin, grata per aver profuso durante il suo ministero episcopale il “buon odore di Cristo”».

LA BIOGRAFIA – Nato l’11 aprile 1930 a Pieve di Soligo (Treviso), diocesi di Vittorio Veneto, dove è morto il 31 ottobre 2019. Ha compiuto i suoi studi filosofici e teologici nel Pontificio Seminario Romano Maggiore. Nella Pontificia Università Lateranense ha conseguito la licenza in Teologia e nella stessa Università, ha frequentato i corsi giuridici conseguendo la licenza in Utroque lure. Ordinato presbitero il 9 aprile 1955, da monsignor Giuseppe Zaffonato, vescovo della diocesi di Vittorio Veneto, nella parrocchia dell’Assunzione di Maria Santissima del suo paese natale, è stato educatore e insegnante nel Pontificio Seminario Minore e docente di Diritto Canonico e Lettere nel Seminario vescovile di Vittorio Veneto. Per molti anni ha vissuto a Roma, nel Vaticano, dove è stato, tra l’altro, Officiale e poi Sotto Segretario della Congregazione per i Vescovi dal 1961 al 1993. Ha ricoperto l’ufficio di direttore spirituale aggiunto nel Pontificio Seminario Romano Minore, vicerettore nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, cooperatore nella parrocchia di Gesù Divino Maestro, cappellano delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore a Passoscuro e responsabile con funzioni di parroco, nella parrocchia San Filippo Neri in Castel Giuliano, diocesi di Porto e Santa Rufina. È stato membro della Commissione Interdicasteriale Permanente per la costituzione e la provvista delle Chiese particolari, membro del Consiglio Superiore delle Pontificie Opere Missionarie nella Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e membro della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”. L’8 maggio 1993 è stato nominato vescovo di Pozzuoli da Giovanni Paolo II e consacrato il 26 giugno a Pozzuoli dal Cardinale Bernardin Gantin, Prefetto della Congregazione dei Vescovi. A lui si deve la scelta condivisa del nome della nostra testata “Segni dei Tempi”, avviata nel 1995. Dopo una fase preparatoria di un anno, il 7 giugno 2003 decide di indire l’VIII Sinodo diocesano, con tema “Essere cristiani nella Chiesa puteolana agli inizi del terzo millennio”. Verrà concluso nel 2006 da monsignor Pascarella. Il suo magistero è durato fino al 2005, quando raggiungendo i 75 anni di età, ha presentato formale rinuncia ed è stato sostituito alla guida della diocesi da monsignor Gennaro Pascarella. Il 2 settembre 2005 viene nominato vescovo emerito della diocesi puteolana. Gli piaceva ricordare che aveva vissuto con grande emozione la possibilità di concelebrare con Papa Francesco il 21 marzo 2015. Con grande emozione ha celebrato il suo 60° anniversario di sacerdozio il 9 aprile 2015 nella cattedrale San Procolo a Pozzuoli, considerando che si è sempre prodigato per la rinascita del Rione Terra e la riapertura al culto del duomo, che è avvenuta l’11 maggio del 2014: «Ho sempre detto – aveva dichiarato – che bisogna guardare negli occhi di ogni bambino: è anche lì che si incontra il Signore. La nostra è una terra bellissima. Quando vado al nord dico sempre che bisogna conoscere meglio la Campania e tutto il Sud. Spesso si hanno informazioni distorte. Invece qui ci sono tante cose belle, come i giovani. Il mio cuore è diviso a metà: amo la terra in cui sono nato e amo Pozzuoli, la diocesi più bella del mondo».

 

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