POZZUOLI – «Polizia penitenziaria=Mafia. Il carcere è tortura, aboliamolo!»: è lo striscione esposto davanti alla Casa circondariale femminile di Pozzuoli e poi rimosso subito dopo. Nel mirino sono finiti gli agenti di polizia penitenziaria all’indomani della notizia dei violenti pestaggi dei detenuti avvenuti ad aprile dello scorso anno nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Da qui anche la circolare a firma del provveditore reggente delle carceri della Campania, Carmelo Cantone, che nei giorni scorsi ha consigliato ai poliziotti della Penitenziaria di recarsi al lavoro con abiti civili e non in divisa in modo da scongiurare eventuali ritorsioni in strada.

I SINDACATI – A schierarsi dalla parte della Polizia Penitenziaria sono le sigle sindacali. «Sono moltissimi i messaggi deliranti contro gli agenti della polizia penitenziaria apparsi sui social; messaggi che non sembrano minacce trascurabili e che stanno sollecitando l’allertamento anche per il personale impegnato nelle scorte a testimonianza – scrivono in una nota congiunta il presidente del sindacato di Polizia Penitenziaria Uspp, Giuseppe Moretti e il segretario regionale della Campania, Ciro Auricchio – In questo contesto sarebbe anche opportuno che il vertice dipartimentale si recasse in visita nel carcere non solo per le ispezioni di rito, ma anche per dare solidarietà alla polizia penitenziaria oggi ancora di più in un stato di sbandamento per le condizioni in cui deve operare. Un gesto di compattezza che dovrebbe essere scontato e che pure non sembra sia avvenuto».