POZZUOLI – Dal pozzo realizzato in Via Antiniana ad Agnano, nell’ambito del progetto Geogrid, continua a fuoriuscire una copiosa fumarola che raggiunge decine di metri di altezza. Dal bollettino settimanale sullo stato della caldera flegrea, redatto dall’Osservatorio Vesuviano, si apprende di nuove analisi, effettuate lo scorso 1 luglio, sui flussi gassosi e sul particolato rilasciati in atmosfera e sul suolo circostante.  L’emissione continua ad essere costituita dalla miscela di due componenti: la prima di tipo idrotermale molto simile a quella prodotta dalle altre fumarole presenti in zona, composta principalmente da vapore d’acqua, anidride carbonica (CO2) ed in piccola parte da solfuro di idrogeno (H2S); la seconda caratterizzata da una fase liquida ricca in gas atmosferici e con un’elevata salinità, legata alla falda acquifera, situata a circa 45 metri di profondità, che si riversa nel pozzo.

IL POZZO – Quest’ultima risulta notevolmente aumentata rispetto a quanto osservato il 13 giugno, così come l’intensità e la frequenza della sua emissione dal foro. Ed è proprio questa componente ad essere “responsabile” della finissima pioggerellina che cade nell’area circostante, ricoprendola con particolato salino di colore grigiastro. “I flussi emessi, seppur elevati, risultano comunque ordini di grandezza inferiori di quelli delle principali manifestazioni fumaroliche nell’area flegrea. Il flusso di CO2 diffuso dal suolo è nel range di valori già noti per l’area.” Ciò non desta al momento particolare preoccupazione, tuttavia, secondo l’Osservatorio, non si può escludere che l’emissione incontrollata possa incrementarsi e/o determinare l’estensione dell’area interessata. Pertanto viene “fortemente suggerito, in osservanza al principio di precauzione, un rapido intervento per la chiusura mineraria del pozzo.” Operazione che, secondo la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco, può essere effettuata senza particolari difficoltà da tecnici esperti del settore.