«Parcheggio pubblico trasformato in privato dalla Prysmian» nuovo abuso a Pozzuoli
POZZUOLI – A Pozzuoli, un’area destinata a parcheggio pubblico — e autorizzata esattamente per questa funzione (Permesso a Costruire n. 45 del 23/06/2022) — è stata trasformata, di fatto, in un parcheggio privato riservato ai dipendenti della multinazionale Prysmian. E’ quanto denuncia il consigliere comunale di Più Europa Riccardo Volpe che parla di “una vera e propria sottrazione di spazio pubblico alla collettività, che va avanti ormai da anni”. Tutto nasce nel 2022, quando viene rilasciato un permesso di costruire convenzionato per la realizzazione di un parcheggio pubblico. Una destinazione chiara, quindi, che però non trova riscontro nell’utilizzo reale dell’area. La questione era già stata portata all’attenzione del Consiglio comunale circa un anno fa dallo stesso consigliere che attraverso un’interrogazione aveva chiesto al sindaco e alla giunta di intervenire su quello che appariva già allora come un abuso evidente. In quella sede, l’assessore Giacomo Bandiera aveva riconosciuto l’anomalia, impegnandosi a portare in Consiglio comunale la convenzione necessaria a regolare correttamente l’uso dell’area, trattandosi di uno standard urbanistico che, per sua natura, deve restare aperto a tutti. Da allora, tuttavia, nulla è cambiato.
LA DENUNCIA – Il parcheggio continua a essere sottratto alla disponibilità pubblica e utilizzato per finalità private. «Non è pensabile — afferma il consigliere comunale di Più Europa, Riccardo Volpe — che un’area nata per essere un parcheggio pubblico, quindi a servizio della città, venga trasformata in un affare per pochi, con sbarre e divieti di accesso. Ancora più grave è che una multinazionale come Prysmian si appropri, di fatto, di un pezzo di città — l’ennesimo, verrebbe da dire — per un uso esclusivamente privatistico. Quell’area nasce come spazio pubblico e deve tornare a essere tale. È necessario ripristinare la legalità, garantire l’accesso a tutti i cittadini e applicare le sanzioni previste nei confronti di chi ha realizzato e gestito questa situazione».



























