travaso-1MONTE DI PROCIDA – Un sopralluogo congiunto dell’Arpac e dei Noe presso la piazzola di trasbordo dei rifiuti organici antistante la Casa Comunale evidenzia numerose irregolarità nella gestione del servizio e possibili ripercussioni negative sul sistema fognario montese. E’ quanto accaduto nello spiazzale antistante il Municipio di via Panoramica dove avvengono le operazioni di sversamento del materiale umido dai camion di raccolta all’ampio contenitore: un vero e proprio scempio ambientale “a cielo aperto” che si consumerebbe sotto gli occhi dell’attuale Amministrazione. In particolare, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale e il Nucleo Operativo Ecologico hanno individuato «l’assenza di idrante e copertura del relativo vano di alloggiamento; un sistema di deodorizzazione non funzionante; il mancato utilizzo del sistema di chiusura ed apertura dei tappi di convogliamento al serbatoio ed alla rete fognaria con conseguente immissione del colaticcio direttamente in fogna; la rete di recinzione posteriore divelta». Conseguenza: gli operatori ecologici stamane hanno incrociato le braccia, rifiutandosi di eseguire le operazioni in barba alle normative vigenti. travaso-2LA CATTIVA GESTIONE DEL SITO – E’ il caos presso il Municipio di Monte di Procida ma anche lungo le vie cittadine dove quota parte dei rifiuti organici non sono stati raccolti. «Non ci assumiamo la responsabilità di prestare servizio a queste condizioni – spiegano i dipendenti della Tekra Srl, la società incaricata della raccolta e smaltimento dei rifiuti sul territorio – Nell’espletamento delle operazioni di travaso del materiale umido all’interno della vasca, dal camion fuoriesce un notevole quantitativo di liquido, finendo sul suolo comunale e, ancora, nelle condotte fognarie. Riprenderemo l’attività soltanto quando l’azienda si assumerà la piena responsabilità di ciò che accade qui ogni volta che si effettuano dette operazioni». Un’evidente cattiva gestione del sito realizzato “ad hoc” nel dicembre 2013. Stando a quanto riportato sul sito istituzionale dell’Ente, l’azienda avrebbe effettuato l’ultima attività di controllo e svuotamento del serbatoio di raccolta del colaticcio, nel mese di giugno scorso. Più di quattro mesi fa, dunque. E a farne le spese continuano ad essere gli operai della nettezza urbana e i cittadini montesi. travaso-3LO “SCEMPIO” FUORI LA CASA COMUNALE – Paradossalmente di questo spiacevole stato di cose Comune ed Amministrazione ne sono pienamente a conoscenza, non soltanto perché l’attività si svolge ai piedi del Municipio, rendendo l’aria irrespirabile anche all’interno degli uffici comunali, ma anche e soprattutto perché anni addietro era già stata palesata l’intenzione di individuare una nuova area per l’espletamento del servizio. La misura adottata, infatti, doveva avere carattere di temporaneità, nonostante l’impianto fosse stato realizzato a maggior tutela ambientale laddove la normativa attuale consente il trasbordo su strada con i dovuti accorgimenti. travaso-5SERVIZIO SOSPESO – Sul posto, questa mattina, sono giunti anche i Carabinieri della Locale Stazione, su sollecito degli operatori ecologici. «Ci è stato detto che la ditta avrebbe potuto denunciarci per interruzione di pubblico servizio – concludono i dipendenti – noi abbiamo intenzione di lavorare, come sempre. Purtroppo, dinanzi a questa situazione, abbiamo la necessità di tutelarci. Nulla contro le Amministrazioni, presenti e passate, vogliamo soltanto che tutto proceda secondo le regole, scongiurando rischi ambientali ed igienico-sanitari per noi e per gli altri. Se c’è obbligo di operare anche in queste condizioni pretendiamo disposizioni scritte da chi di dovere».