torreg-frana-1MONTE DI PROCIDA – Quattro case sgomberate, tre a valle ed una a monte. Un’arteria, la più importante per il piccolo centro flegreo chiusa al transito veicolare e delimitata da transenne poste su ambo i lati di accesso alla carreggiata. E il vuoto sotto i nostri piedi. Si è svegliata così via Salita Torregaveta, all’indomani degli eventi franosi che nella giornata di ieri l’hanno vista sprofondare sotto gli occhi dei residenti. Sul posto, sin dalle prime ore del mattino sono accorsi amministrazione comunale, vigili del fuoco, carabinieri e agenti di polizia municipale con tecnici del Comune al fine di mettere in sicurezza l’area.

TEMPI LUNGHI PER LA RIAPERTURA – «Il Sindaco metropolitano Luigi de Magistris ha già assicurato tutto l’appoggio ed il supporto necessari», riporta una nota stampa diramata dal locale ente pubblico. Difficile stimare i tempi per la riapertura e quantificare i danni. Si allunga invece l’elenco dei disagi, ingenti per i residenti che ad oggi possono contare soltanto su via Panoramica, dopo che già dal settembre 2014 (anno in cui si verificò la prima frana) erano costretti a percorrere la strada a senso di marcia alternato regolato da semaforo. E da allora il servizio di trasporto pubblico diretto a Napoli è stato soppresso.

torreg-frana-roccoL’ SOS “A VUOTO” DEL CONSIGLIERE – Oggi, la rabbia e la delusione di ieri hanno lasciato il posto alla riflessione. Di istituzioni e cittadini. Lo smottamento ha interessato un tratto del costone montese già finito sotto i riflettori il 23 dicembre scorso, durante una riunione del parlamentino civico. Esattamente un mese prima, la Città Metropolitana (ex Provincia) accertata la presenza di un muro di contenimento dell’antico tracciato stradale a distanza media di 2,70 metri dal bordo stradale lato valle, e quindi dal muro lesionato, aveva deciso di riposizionare la barriera provvisoria di new jersey sul tracciato del muro rinvenuto restringendo il tratto da percorrere a senso unico alternato. Fu allora che il consigliere di minoranza, Rocco Assante di Cupillo lanciò l’allarme in seduta pubblica, facendo notare al Primo Cittadino e alla sua Giunta che «si vedeva ad occhio nudo che così non era, che le barriere in cemento erano state posizionate vicinissime al bordo della strada, oltre il vecchio muro di contenimento e proprio sul tratto instabile, aggravando la già precaria situazione ed accrescendo enormemente il rischio per chi percorreva quella strada».

torreg-frana-2ERRORE UMANO? – A nulla valse la richiesta del consigliere di provvedere ad un ulteriore accertamento. «Il Sindaco, come suo solito, preferì deridermi in Consiglio comunale, accusandomi di fare allarmismo ingiustificato – carta canta – Mi invitò a fare un esposto alle Autorità, dimenticandosi che a Monte di Procida l’Autorità dovrebbe essere lui». L’ultimo cedimento della collina ha purtroppo confermato che le preoccupazioni di Assante erano più che fondate. «Dalla foto – conclude – si vede chiaramente che il vecchio muro non è oltre la barriera di cemento, ma all’interno». Ed ora eccoci qui, a fare i conti con un disastro annunciato, che solo la fortuna ha evitato che si trasformasse in una tragedia. Intanto, si prospettano tempi lunghi per il ripristino della provinciale, in attesa da ben due anni di un intervento di messa in sicurezza dopo l’ultima frana avvenuta nel settembre 2014.