L’Ufficio tecnico comunale di Quarto

QUARTO – Nessun maxi risarcimento. In una sentenza di 12 pagine, il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del Tribunale amministrativo che aveva condannato il Comune di Quarto a pagare la somma pesantissima di oltre un milione e 200mila euro a due aziende edili. All’indomani del verdetto del Tar, l’amministrazione comunale ha presentato ricorso in Appello. La somma richiesta, a detta dell’Ente, sarebbe stata assolutamente “presunta e sfornita di ogni concreto aggancio alla realtà fattuale, tenuto conto anche della crisi del mercato immobiliare, di cui si risente soprattutto nei piccoli centri qual è il comune di Quarto”. La Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, annullando la decisione del Tar, perché non si ravvisano “l’elemento soggettivo del dolo o della colpa imputabile alla Pubblica Amministrazione, né l’esistenza di un nesso di causalità tra l’inerzia dolosa o colpevole della Pubblica Amministrazione e il danno ingiusto”.

LA VICENDA – La storia inizia nel 2009 quando alcuni imprenditori ottengono il via libera per effettuare opere in via Seitolla. Nel 2012, poi, le società richiedono una variante al permesso di costruire (rilasciato nel 2009 ed avente ad oggetto la realizzazione di 45 appartamenti) per un cambio di destinazione d’uso. Da parte del Comune, contestano gli imprenditori, non arriva però alcuna risposta. Da qui la decisione di adire alle vie legali per ricevere un risarcimento del danno che sarebbe stato cagionato dagli uffici dell’Ente alle prese con una richiesta di permesso a costruire, pare dilungatasi oltremodo. Il via libera arriva nel 2017 in seguito alla nomina di un commissario ad acta. Ma le due ditte edili portano comunque in tribunale il Comune per il danno subito “a causa della colpevole inerzia serbata nell’esame della pratica edilizia nel periodo tra il 16 aprile 2014 e il 23 maggio 2017“. E il Tar accoglie la domanda di risarcimento del danno da ritardo, respingendo anche l’eccezione sollevata dal Comune di Quarto relativa alla dichiarazione di dissesto dell’Ente. Un vero e proprio macigno sulle sorti delle casse comunali. Ma il Comune di Quarto ha scelto la strada del ricorso. E lo ha vinto.