di Gennaro Del Giudice

Ospedale San Giuliano
Caos all’ospedale di Giugliano (foto di Angelo Greco)

GIUGLIANO – Oltre cento persone ricoverate nei reparti, altre cinquanta in attesa al Pronto Soccorso e solo due medici in tutto l’ospedale. Due sono anche le guardie giurate chiamate a gestire i familiari dei pazienti che vogliono entrare nella piccola stanza. Volano calci, pugni, urla. Gli unici medici che si trovano all’interno del San Giuliano di Giugliano chiamano i carabinieri, chiedono aiuto per gestire la folla. Sono attimi di forte tensione. Ermanno Schiano e  Lucio Guida hanno sulle loro spalle oltre 200 persone tra pronto soccorso e i reparti di chirurgia, ortopedia e medicina. Il primo momento di caos nasceva dopo un ordine di servizio non “ad personam” che “invitava” gli unici due medici presenti a sopperire al problema: questi dovevano lasciare “scoperti” i reparti di loro competenza per gestire le emergenze del pronto soccorso.

 

La sala d'attesa del pronto soccorso
La sala d’attesa del pronto soccorso (foto di Angelo Greco)

L’ASSURDA RICHIESTA – Ma di fronte al “diktat”  arrivava lo “scarico di responsabilità” davanti ai carabinieri da parte dei camici bianchi, qualora sarebbe accaduto qualcosa di grave.  «Se c’è da fare un intervento e uno deve andare in reparto è la fine» esclamano gli infermieri che insieme a due anestesiste fanno l’impossibile per arginare il caos martedì sera dopo che  i medici precari del Pronto soccorso non si erano recati a lavoro per malattia.. Alle 23, orario di “punta” la situazione è surreale: l’ospedale sembra un presidio da zona di guerra feriti adagiati a terra, su barelle, ci sono ragazzini feriti, un uomo piantonato dai carabinieri per overdose, urla dentro e fuori, nella sala d’attesa. C’è gente che viene da Marano, Secondigliano, Villaricca, Melito, Calvizzano, Qualiano. Il filtraggio tocca alle guardie giurate che fanno il triage, assegnano loro i codici a chi arriva al pronto soccorso. Roba da non crederci. Intanto in tre ore si contano giù 80 accessi e sono appena le 23.15 «Andrà avanti fino a notte fonda, questo caos è cosa di tutti i giorni in questo ospedale. Non si può lavorare così né i cittadini meritano questo tipo di sanità. Ciò rappresenta anche un pericolo per la salute» dice rassegnata un’infermiera.