Close
Pozzuoli Primo Piano

Lasciato morto davanti all’ospedale di Pozzuoli: due uomini fermati dalla Polizia. Uno è un pusher di Licola

Lasciato morto davanti all’ospedale di Pozzuoli: due uomini fermati dalla Polizia. Uno è un pusher di Licola
  • Pubblicato28 Agosto 2026

POZZUOLI – Due uomini sono stati fermati nella notte dalla Polizia a seguito della morte di Antonio Di Napoli, il 37enne lasciato esanime davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Pozzuoli. Entrambi sono indagati per morte causata da altro reato, mentre C. A., 46 anni di Licola con precedenti penali per droga, è stato denunciato anche per spaccio di sostanze stupefacenti. A chiudere il cerchio intorno ai due sono stati i poliziotti del commissariato di Pozzuoli, diretti dal vicequestore Raffaele Esposito. Secondo quanto ricostruito Di Napoli sarebbe stato colpito da una crisi e da un forte stato di agitazione dopo aver assunto droga all’interno della casa del pusher. A quel punto i due avrebbero preso la sua auto per accompagnarlo all’ospedale dove, una volta giunti davanti all’ingresso del pronto soccorso, lo hanno abbandonato. Scena a cui ha assistito la madre della vittima che per un tragico e assurdo gioco del destino era lì per una visita medica.

INDAGINI LAMPO – Alla vista del cadavere del figlio la donna si è scagliata contro i due uomini. “Me lo hai ucciso tu con la droga” ha gridato, in particolare, contro uno dei due, tentando più volte di colpirlo prima che si desse alla fuga. Nel frattempo dall’ospedale partiva la richiesta di intervento alla Polizia per “morte sospetta di un uomo causata da arresto cardiaco dovuto al probabile abuso di sostanze stupefacenti”. Anche grazie all’ausilio delle immagini estrapolate dalle telecamere del sistema di sorveglianza e attraverso il racconto di alcuni testimoni presenti sul posto, tra cui la madre della vittima, i poliziotti sono riusciti a risalire ai due che avevano abbandonato l’auto a poche centinaia di metri dall’ospedale per poi scappare a piedi. L’appartamento del pusher è stato sottoposto a sequestro, così come l’auto con cui è stato trasportato il 37enne e sulla quale sono stati effettuati i rilievi da parte degli uomini della Scientifica. Recuperato anche il cellulare di Antonio Di Napoli dal quale potrebbero emergere altri particolari utili a ricostruire le ore che hanno preceduto la morte, compresi gli incontri e gli spostamenti dalla sua casa al Rione Toiano a quella dello spacciatore a Licola.