POZZUOLI – Si sono conclusi, con circa 3 mesi di ritardo, i lavori della Villetta del Carmine, che sarà inaugurata domani 22 ottobre, alle ore 12, e sarà intitolata a Vincenzo Luongo, al quale era stata già dedicata un’iscrizione, tuttora presente. Già in passato alla villetta del Carmine erano state attribuite particolari responsabilità per la presenza della statua di Santo Mamozio dal 1964 al 1983. Secondo storie e leggende che hanno radici nelle credenze popolari, il trasferimento della statua da Piazza della Repubblica alla Villetta del Carmine avrebbe provocato “la maledizione di Santo Mamozio”, in quanto tale trasferimento non sarebbe stato “gradito” dal Santo.

LA STORIA – Nello stesso anno, 1964, infatti, ci fu l’incendio della Cattedrale; il 2 marzo 1970 l’evacuazione del Rione Terra; nel mese di ottobre 1983 l’evacuazione della “zona A” per il bradisismo. Per pura coincidenza, oppure per credenza popolare, i grossi problemi della città ed una sostanziale inversione di tendenza, si sarebbero verificati a partire dal 1985 con il ritorno della statua in Piazza e con la definitiva sistemazione nel sito originario, al Largo Cesare Augusto, dove stanzia a tutt’oggi. Si spera che, pur nel rispetto delle credenze popolari, ed al di là delle critiche ai lavori della Villetta del Carmine, si potrà veramente registrare un’inversione di tendenza, per determinare condizioni di sviluppo ed un futuro migliore alle nuove generazioni.

CHI ERA LUONGO? – Classe 1961, venuto a mancare a soli 26 anni il 13 novembre del 1987 per un melanoma, ha dedicato la sua breve vita a battersi per i diritti suoi e di altri 349 ragazzi che avevano partecipato alla ricostruzione di Monterusciello. Al termine di un lungo percorso di battaglie civili e coraggiose capitanate da Vincenzo, tutti i giovani furono tutti assunti al Comune di Pozzuoli a tempo indeterminato. A lui è anche dedicata un’associazione per la prevenzione oncologica www.acvl.it.