QUARTO – Nulla da fare per coloro che si erano rivolti al Presidente della Repubblica per rendere nulli gli effetti delle ordinanze di sgombero emesse nei loro confronti, occupanti degli alloggi destinati ai vigilanti scolastici ma da tempo senza più svolgere il servizio. Il Consiglio di Stato, a cui aveva chiesto un parare sulla vicenda il Ministero dell’Interno, ha respinto il ricorso. I ricorrenti, cinque diversi nuclei familiari per un totale di una ventina di persone, sostenevano che gli alloggi in questione rientrassero nel patrimonio disponibile del Comune e dunque oggetto di diritto privato, nei confronti dei quali l’ente locale non avrebbe potuto emettere alcun provvedimento.

LA DECISIONE – Ed invece, secondo Palazzo Spada «legittimo è il provvedimento amministrativo diretto a rimuovere situazioni di occupazione abusiva al fine di recuperare il bene alla destinazione pubblica». Inoltre, sempre secondo il Consiglio di Stato «Dagli atti risulta che non sussiste alcun rapporto di servizio tra i ricorrenti e l’amministrazione comunale. Essi, infatti, erano stati a suo tempo in servizio in qualità di custodi delle scuole e assegnatari di alloggio di servizio in questione, insieme ai rispettivi nuclei familiari, in forza di apposita deliberazione comunale; una volta collocati a riposo, il Comune non ha più affidato il servizio di custodia e gli occupanti sono rimasti negli alloggi senza titolo».

LE CONSEGUENZE – Dunque, per gli occupanti non resterebbe che lasciare spontaneamente gli alloggi, in forza di quei provvedimenti emessi nel gennaio del 2017. In alcuni casi, coloro che vi vivevano li hanno lasciati spontaneamente. In un altro, il ricorrente si era visto bocciare la sua domanda al Tar della Campania.