Il "Santa Maria delle Grazie" di Pozzuoli
Il “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli

POZZUOLI – Come spesso accade, fa estremo rumore un aereo caduto piuttosto che migliaia e migliaia arrivati a destinazione, di cui nessuno mai saprà. E’ un modus pensandi che caratterizza la nostra mentalità e di cui, purtroppo, molti media approfittano per fare da megafono ad una piccola folla che, inevitabilmente, diventa massa. Ma, c’è sempre un’eccezione; qualcuno che ha voluto invece condividere una sua esperienza intima e delicata, al solo scopo di mettere in luce un qualcosa di positivo, nel nostro caso una struttura puteolana spesso vittima di continue maldicenze: l’ospedale “Santa Maria delle Grazie”.

UN TUMORE – E’ Fulvio Di Tullio il portavoce, un falegname di 44 anni, nato, cresciuto, vissuto e sottoposto a intervento chirurgico a Pozzuoli. E’ proprio questo che ha voluto sottolinearci, dimostrando il suo profondo attaccamento al territorio e alle sue strutture, senza mai voltargli le spalle, anche quando la vita lo ha messo a dura prova con un “calcinoma a cellule chiare” al rene sinistro. Tutto è cominciato la primavera scorsa, quando ha notato dell’urina scura che venne associata a stress lavorativo o comunque ad una cattiva alimentazione; prescritto un semplice antibiotico, tutto tornò nella norma. Ma i problemi ritornarono verso fine luglio, quando cominciò ad accusare, purtroppo, problemi ancor più evidenti e gravi. Così, tramite amicizie e parenti, munito di tac con tanto di contrasto, si recò dal dottore Giovanni Di Lauro, il quale gli diagnosticò una massa tumorale molto pericolosa, da esportare nell’immediato.

EROI DI TUTTI I GIORNI – Può sembrare una di quelle classiche storie sporadiche, di cui si racconta per mettere in risalto la vita del “miracolato” di turno; ma il punto è proprio questo: è lo stesso Fulvio a non definirsi tale, ma a raccontarsi a noi per la volontà di contrastare quanto spesso di brutto si sente sulla negligenza dei dottori e sulla mala sanità, in particolare quelle che appartengono all’ospedale Santa Maria delle Grazie: «Certo, sicuramente ci sono delle cose che non funzionano, ma come in molti altri ospedali. Del resto, anche la nostra mano ha cinque dita ed ognuna diversa dalle altre»; del periodo di ricovero all’interno della struttura – reparto Ortopedia, ospitante temporaneamente due camere di urologia del dottor Di Lauro – dopo un primo intervento il 19 settembre, un secondo intervento il 21 settembre e tre giorni in sala rianimazione, Fulvio ci racconta non tanto del possibile dolore o sofferenza post intervento, quanto piuttosto dell’efficienza di un personale medico che va dalla continua presenza del caposala del reparto, agli infermieri sempre disponibili a qualsiasi ora del giorno e della notte, agli inservienti capaci di un servizio impeccabile, che avveniva ad orari regolari; ed infine ma non ultimo, al dottor Di Lauro, di cui Fulvio sottolinea il carisma eccezionale, la grande professionalità, la tranquillità e la calma nei suoi modi di fare, ed una sensibilità tale da rassicurarlo sulla riuscita dell’intervento.

PROFESSIONALITA’ – Ed ecco quindi che questa, come tante altre che rimangono nell’oblio, sono storie vere, di persone a cui è stata regalata una seconda opportunità e che, come Fulvio, vogliono sfruttare parlando di professionisti (come il Dott. Di Lauro) che lavorano e lo fanno anche bene; di professionisti che non trattano il malato con distacco, con dolorosissima indifferenza, ma dotati di una sensibilità che da sola purtroppo non basta a farli lavorare bene.