a cura del dottor Rosario Porzio

L'Artemisia annua
L’Artemisia annua

SALUTE – Di cancro si muore ancora e tanto. Dalle statistiche risulta che sono 2 milioni e 250 mila le persone che nel 2010 hanno ricevuto una diagnosi di cancro nella loro vita. Nel 2013 sono stati diagnosticati ben 366 mila casi di cancro, circa 6 ammalati nuovi per mille persone. 173mila sono stati i decessi, un numero veramente enorme: circa tre persone su mille ,uccisi da un male ancora incurabile in moltissimi casi. Pensate a quanta gente famosa e’ stata uccisa dal cancro: Oriana Fallaci, Lucio Battisti, Anna Magnani,Mariangela Melato, il cancro non guarda in faccia a nessuno.

 

UN MIRACOLO NATURALE – Ed ecco allora che la medicina naturale cerca ovunque nella sua grande potenzialita’ nuove piante capaci di uccidere le cellule tumorali.Qualcuno oggi parla di un nuovo miracoloso metodo naturale, l’utilizzo della pianta nota come “Erba Magica” (Artemisia Annua) che riuscirebbe a distruggere fino al 98% delle cellule cancerogene in poche ore.Secondo quanto e’ descritto nel report scientifico di “Spirit Science and Metaphysic” l’uso dell’’Artemisia Annua’ ,pianta usata nella medicina cinese , riduce una neoplasia polmonare del 28% e, se combinata con il ferro, addirittura distrugge l’intera massa tumorale.

 

MOLECOLA ATTIVA – Questo grazie alla molecola attiva, l’artemisinina,potente rimedio antimalarico usato molto nel passato, che insieme al ferro, riuscirebbe a distruggere una neoplasia senza effetti collaterali dannosi sulle cellule sane. L’Artemisia Annua è una piccola pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria della provincia di Hunan in Cina. Gli scienziati dell’Università della California, hanno detto al riguardi: “In generale i nostri risultati mostrano che l’artemisinina ferma il fattore di trascrizione “E2F1″ e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro”. La verità? Si stanno studiando da anni derivati semisintetici della artemisinina, ma gli esperimenti sull’uomo non sono ancora definitivi. C’è speranza da parte della comunità scientifica internazionale, ma al momento nessuna certezza.