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La festa con aperitivo al Rione Terra era abusiva. Iasiello: «Lo ha confermato il sindaco in consiglio comunale»

La festa con aperitivo al Rione Terra era abusiva. Iasiello: «Lo ha confermato il sindaco in consiglio comunale»
  • Pubblicato1 Luglio 2026

POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere comunale Guido Iasiello: «Egregio Direttore, ho letto l’articolo pubblicato, in data odierna, dalla Vostra testata dal titolo “Iasiello fa i pezzotti con l’intelligenza artificiale?”. Pur rispettando il diritto di cronaca, ritengo doveroso precisare alcuni aspetti che, a mio avviso, meritano di essere portati a conoscenza dei lettori, per amore della verità e per una corretta ricostruzione dei fatti. La mia interrogazione consiliare non aveva come oggetto una fotografia. Il suo contenuto era ben altro: chiedere chiarimenti all’Amministrazione comunale sulla presenza di un furgoncino destinato a un’attività di ristoro privata, a servizio di un matrimonio civile, all’interno del Rione Terra, e verificare se tale utilizzo degli spazi pubblici fosse stato autorizzato. Si trattava di un’interrogazione presentata nell’interesse della collettività. Troppo spesso cittadini, associazioni e operatori economici si vedono negare autorizzazioni per l’utilizzo di spazi pubblici del Rione Terra. Era quindi mio dovere, quale consigliere comunale, verificare se in questo caso le regole fossero state rispettate e se valessero davvero per tutti. Durante il Consiglio comunale è emerso un dato che ritengo ben più rilevante della polemica sulle fotografie: il Sindaco ha dichiarato pubblicamente che non esisteva alcuna autorizzazione e che nessuno era autorizzato a svolgere aperitivi o attività analoghe in quel luogo. Questa affermazione conferma che il tema da me sollevato era reale e fondato. Resta quindi una domanda, che credo interessi tutti i cittadini: se quell’attività non era autorizzata, come è stato possibile che un furgoncino accedesse al Rione Terra, occupasse uno spazio pubblico e svolgesse indisturbato un servizio di ristoro a corredo di un matrimonio civile? È difficile immaginare che qualcuno possa assumersi autonomamente la responsabilità di organizzare un simile allestimento in un luogo tanto delicato senza essere convinto di poterlo fare. Le fotografie, che documentavano un fatto realmente avvenuto, non erano e non sono il centro della vicenda. Il vero tema è la trasparenza dell’azione amministrativa e la necessità che tutti i cittadini siano trattati allo stesso modo, senza disparità o trattamenti che possano anche solo apparire privilegiati. Se ieri, in consiglio comunale, si è discusso di questa vicenda è grazie alla mia interrogazione. E se oggi sappiamo che quel rinfresco non era autorizzato, è perché qualcuno ha ritenuto doveroso chiedere conto all’Amministrazione di quanto accaduto. Questo era l’obiettivo della mia iniziativa e questo rimane il punto centrale della vicenda. Tutto il resto rischia di essere soltanto un tentativo di distogliere l’attenzione dal problema reale.»