POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo: «Gentile redazione, stamattina mi sono recata in una farmacia di Pozzuoli per acquistare dei medicinali ed ero in fila, pronta per entrare quando un signore mi ha chiesto cortesemente di poter entrare prima di me per chiedere solo un’informazione al farmacista. Con gentilezza gli ho concesso la cortesia e quindi, ritrovandoci insieme al banco, ho ascoltato la richiesta del signore. Si è presentato come “l’amico di…” ed ha chiesto all’addetto ai tamponi la cortesia di ricevere il green pass. L’addetto gli ha spiegato che per avere il green pass occorre la vaccinazione oppure bisogna aver contratto il Covid, ma il signore ha spiegato che non aveva nessuna intenzione di fare la vaccinazione. Allora il farmacista, avendo capito subito la sua furba richiesta, gli ha consigliato di beccarsi il covid. Fortunatamente ho potuto assistere ad un altissimo esempio di professionalità da parte del farmacista che non ha voluto preparare il referto di un finto tampone positivo per il furbetto, che con una finta positività, avrebbe per qualche mese evitato il vaccino ed avrebbe ripetuto il giochetto nuovamente attestando a pagamento una nuova positività. Con la presente chiedo una maggiore attenzione a chi di competenza e ringrazio vivamente la farmacia come già fatto da vicino, per non essersi piegato a questo schifo ed infine mi rivolgo al “signore” che sicuramente è in giro a trovare il suo green pass: non ho assolutamente nulla contro i no vax e li rispetto, purché restino fermi nelle loro idee e le portino avanti con tutte le conseguenze delle loro decisioni. Ma a te, caro furbetto, auguro il covid, quello vero che stava portando in rianimazione mio marito, sano, non fumatore, di appena 43 anni. Vergognati!» (D.L.L.)