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La Capitaneria di Porto bacchetta il Comune di Bacoli: «Pad illegittimo e omissioni sulle spiagge militari»

La Capitaneria di Porto bacchetta il Comune di Bacoli: «Pad illegittimo e omissioni sulle spiagge militari»
  • Pubblicato19 Giugno 2026

BACOLI – La Capitaneria di Porto mette un freno al Pad redatto dall’Amministrazione comunale e lo fa attraverso una nota di osservazioni molto dura inviata al Comune, e per conoscenza alla Regione Campania, all’agenzia del Demanio e al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. In poche parole la Capitaneria di porto contesta al comune il mancato coinvolgimento nella redazione del documento, la mancata delimitazione dei confini reali del Demanio e l’inserimento delle spiagge militari all’interno del Piano che non sono in dotazione al Comune. La Capitaneria conclude le osservazioni riservandosi di relazione ulteriormente al Ministero competente qualora non saranno apportate modifiche al piano. In merito alla “ricognizione fisico giuridica delle aree demaniali” la Capitaneria di Porto  sottolinea che “vengono spesso evidenziate “incoerenze” della linea demaniale con lo stato dei luoghi, “anomalie” della stessa laddove il demanio risulterebbe inglobare strade carrabili, tratti di spiaggia “esclusi” dalla dividente demaniale”. Secondo la Guardia Costiera il piano è frutto di un mancato concertamento tra le parti: “un tempestivo e preventivo confronto con l’Autorità marittima ai fini del raggiungimento dell’intesa prevista per legge, avrebbe consentito probabilmente di affrontare con maggiori certezze la redazione del Piano, dirimendo eventuali dubbi o avviando i procedimenti previsti dal Codice della Navigazione relativamente alle casistiche individuate”. 

SPIAGGE MILITARI – L’affondo della Capitaneria di Porto più pesante è sulle spiagge militari e senza giri di parole scrive di omissioni da parte del Comune nella redazione del Pad e che gli arenili militari “non possono essere oggetto del PAD e sono sottratte all’esercizio delle funzioni amministrative sul demanio marittimo da parte del Comune.  Nella relazione tecnico – illustrativa, appare evidente che nella trattazione dell’ambito omogeneo n. 2 sia stata omessa la corretta descrizione e rappresentazione delle aree sottratte alla gestione del Comune3. Infatti, come chiaramente riportato nel PUAD regionale, le aree del DPCM citato ed – in generale – le aree espressamente dichiarate di preminente interesse nazionale, in relazione agli interessi della sicurezza dello Stato e alle esigenze della navigazione marittima, identificati dalla normativa vigente e dalle intese tra Stato e Regione Campania, sono escluse dalla competenza regionale. L’omissione del riferimento alle aree comprese nei Decreti dirigenziali, la cui portata incide direttamente ed inequivocabilmente anche sulla possibilità del Comune d’includere tali aree nello strumento di pianificazione, appare significativa sia ai fini dell’individuazione degli accessi agli arenili, sia soprattutto nel computo della percentuale di spiaggia libera prevista dal PUAD come soglia obbligatoria da rispettare. Come risulta evidente dalla visione della tavola B1.2a (1-2), vengono individuate quali spiagge libere (in colore verde) porzioni di arenile che sono incluse in aree.  in consegna alle FF.AA. e quindi – ipso facto – escluse da qualunque attività di pianificazione e sottratte all’esercizio delle funzioni amministrative sul demanio marittimo da parte del Comune, risultandone una rappresentazione non veritiera posta alla base del sopra richiamato calcolo percentuale che rischia – in ipotesi – di falsare il dato in relazione al raggiungimento dell’obiettivo posto dalla Regione.”