POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo: «Buongiorno a tutti, ma mica tanto. Un buongiorno lo si augura quando tra amici o conoscenti ci si vede per auspicare una piacevole giornata. Io non vi conosco e non avrei voluto scomodarvi dalle pregevoli poltrone su cui siete seduti, ma la mia non è proprio una buona giornata, a giudicare da com’è iniziata. Vi scrivo perché vorrei richiamare ciascuno di voi alle proprie responsabilità. Ciò che posso augurarVi, affinché capiate realmente i disagi che noi pendolari stiamo vivendo, è trovarvi nelle medesime condizioni di chi si sveglia alle 5 del mattino per essere in servizio alle 8, perché lavora in una sede disagiata quale può essere una piccola isola del golfo di Napoli: Procida. Il fatto poi che sia diventata quest’anno Capitale Italiana della Cultura e che i nostri politici si siano vantati di potenziare i collegamenti per consentire ai turisti di visitare le bellezze di Procida, sembra essere soltanto l’ennesima beffa. Se alla beffa però aggiungiamo la mortificazione e l’offesa della nostra intelligenza, allora lo scherzo diventa davvero insopportabile. Qualche giorno fa, come potete vedere in foto, la Gestour ha annunciato il ripristino parziale dei collegamenti per Procida, con due corse dedicate ai pendolari dopo le lamentele dei giorni passati dovute all’improvvisa sospensione totale del servizio a seguito del disarmo della nave da parte dell’equipaggio del Don Peppino. Stamattina però, arrivati in porto a Pozzuoli, riceviamo l’amara notizia che la Lady Carmela (la nave che gentilmente ci offriva un “passaggio” per Procida) non effettuerà alcun servizio per la Capitale italiana della cultura, a dispetto dell’avviso che campeggia all’esterno dei locali Gestour. In biglietteria la risposta che stamattina abbiamo ricevuto è che “La Regione Campania non ha concesso l’autorizzazione per il servizio”. A noi pendolari non interessa capire il colpevole per condannarlo, ci interessa soltanto fruire di un servizio, che dovrebbe essere garantito sulla base di un contratto sottoscritto, che ci consenta di arrivare puntuali sul luogo di lavoro perché ancora conserviamo il senso di responsabilità, la dignità ed il rispetto dei nostri ruoli.»