POZZUOLI – Non si ferma lo scontro tra nuovi clan di camorra a Pozzuoli. La notte scorsa l’ennesimo episodio riconducibile alle fibrillazioni in corso tra Toiano, Monterusciello e Licola è stato l’incendio dell’ingresso del negozio della moglie di un “affiliato” a quello che del resta del clan Pagliuca, nelle ultime settimane messo alle strette da altri due cartelli criminali. Il bersaglio è stato Giovanni Marfella, 33 anni, detto “Giannetto”, pluripregiudicato un tempo vicino al boss Gennaro Longobardi.

INCENDIO DOLOSO – Sulla matrice del rogo non sembrano esserci dubbi: due uomini sono stati ripresi nella notte di ieri dalle telecamere del negozio di abbigliamento che sorge lungo la strada che conduce al comune di Pozzuoli, nel cuore del Rione Toiano. Le fiamme in poco tempo sono state circoscritte e in mattinata i proprietari hanno ritinteggiato e ripristinato i danni. Ma le tracce del raid sono rimaste, impresse nelle telecamere dell’attività e acquisite dagli inquirenti.

PAGLIUCA “SPALLE AL MURO” – Un raid che ha il sapore di un avvertimento nei confronti di “Giannetto”, nel 2006 finito in manette durante un blitz che portò in carcere anche il boss Gaetano Beneduce e poi condannato a 9 anni di carcere. Da sempre vicino alla famiglia Pagliuca, costola del clan Longobardi, “Giannetto” avrebbe pagato l’attuale vicinanza con Mario Pagliuca. Un tentativo, forse, di fare terra bruciata attorno alla figura del fratello minore del pentito Lino Pagliuca, nonostante Mario abbia apertamente preso le distanze rinunciando anche al programma di protezione. Le azioni, infatti, non sarebbero riconducibili alla scelta del RAS mentre resta, sullo sfondo, lo scontro per il controllo delle piazze di spaccio a Toiano, Licola e Monterusciello.